18 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Elaborazione Ires Fvg

In Fvg si muore di più e si nasce di meno

Da gennaio a settembre 2015 saldo a -4.700. Più decessi della media nella Bassa friulana. Gorizia in controtendenza: aumentano le nascite

TRIESTE - Nei primi 9 mesi del 2015 in Friuli Venezia Giulia il numero dei decessi è cresciuto del 10,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (da10.108 a 11.184), in linea con il dato nazionale (+10,3%, 9,9% nel Nord Est). Il 2015 potrebbe dunque chiudersi oltre quota 15mila, livello superato solo nel 1993 (15.100 decessi) negli ultimi 25 anni. Lo rilevano i ricercatori dell’Ires Fvg Chiara Cristini e Alessandro Russo sulla base di un’elaborazione di dati Istat.

Il confronto con il 2014
L’incremento, se confermato a fine anno, risulterebbe anomalo rispetto alle variazioni su base annuale (solitamente inferiori) ma, ricordano Cristini e Russo, nel 2014 si è verificato un numero relativamente basso di decessi in Fvg, 13.764, il meno elevato dal 2008. Il netto aumento da un anno all’altro?
Tra i possibili fattori la ridotta copertura vaccinale degli over 65 (scesa dal 56% al 49%) e il fatto che da gennaio a marzo 2014 le temperature medie sono state particolarmente miti. In effetti il divario rispetto al 2014 si è concentrato principalmente nei primi tre mesi; in particolare a gennaio 2015 si è registrato un picco di decessi, 1.574, il più elevato dal 2003.

Decessi per sesso e territori
Più della metà dei decessi gennaio-settembre 2015 ha riguardato la componente femminile della popolazione regionale, che è anche quella che presenta l’incremento più sensibile (+11% contro +10,2%). A livello territoriale i più alti incrementi si riscontrano in provincia di Trieste (+12,9%), mentre quella di Udine è l’unica con una crescita inferiore alla media (+9%). La disaggregazione dei dati in base alle zone altimetriche delimitate dall’Istat, inoltre, indica le variazioni maggiori nella pianura pordenonese (+13,2%), in particolare nei comuni più popolosi (Sacile +38,7%, Cordenons +25,5%, Pordenone +19,1%, Porcia +17,7% e Azzano Decimo +12,2%). Tra i centri più grandi anche Monfalcone segna il +20% su base annua. Al contrario l’area montana regionale presenta valori inferiori alla media. «A questo proposito è opportuno precisare – sottolineano Cristini e Russo – che non bisogna confondere l’aumento dei decessi con il tasso di mortalità, che è il rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e l’ammontare medio dei residenti; tale quoziente è correlato al grado di invecchiamento della popolazione ed è più elevato nelle aree montane e nelle province di Trieste e Gorizia». Se si considerano infine le Uti spicca il dato della Bassa Friulana Orientale (+23%), che comprende Cervignano (+1,8%), Palmanova (+28,6%), Fiumicello (+59,4%) e Gonars (+60%).

Natalità
Sempre nei primi nove mesi del 2015, in Fvg sono state registrate 6.445 nascite, in diminuzione di 370 unità rispetto al 2014 (-5,4%, -3,4% in Italia). Il decremento pone la regione al sesto posto in Italia dopo Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, Umbria e Puglia, con un calo più consistente rispetto al resto del Nordest. Le diminuzioni più consistenti si riscontrano in provincia di Udine (-7,2%), quindi Pordenone (-5,9%) e Trieste (-5,2%). Gorizia rappresenta un’eccezione con il +3,2%. Emerge inoltre il marcato calo delle nascite nella collina udinese (-12,5%), nella pianura pordenonese (-6,5%) e in quella udinese (-6,3%). A livello di Uti, dinamica positiva per Basso Isontino (+7,0%), Alto Friuli (+4,0%) e «tenuta» dell’Unione Livenza. Per contro, particolarmente accentuato è il declino delle nascite registrate nei Comuni delle Uti Natisone, Dolomiti Friulane, Medio Friuli e Torre.

Maschi e femmine
Calano in particolare il numero di nascite dei maschi: nei primi nove mesi del 2015 sono venuti al mondo 3.248 bambini, 8,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2014. Per quanto riguarda le femmine, le 3.197 nate tra gennaio e settembre 2015 rappresentano  il 2,2% in meno.

Saldo negativo
L’aumento dei decessi a fronte della diminuzione delle nascite, riassumono i ricercatori dell’Ires Fvg, è un trend che prosegue da anni e che sta determinando un saldo naturale di segno negativo e di intensità sempre più accentuata. La tendenza si inverte solo nel 2013 per effetto di una diminuzione dei decessi. Nel 2015 il saldo è pari a -4.739.
In tale quadro «si inserisce la diminuzione del numero degli stranieri residenti a causa della crisi economica. Il saldo migratorio, e per altri motivi, anche nel 2015 probabilmente non compenserà più il decremento di quello naturale e si può dunque prevedere, per il secondo anno consecutivo, una flessione della popolazione complessiva del Fvg. La dinamica demografica negativa in regione ha peraltro preceduto di un anno il trend nazionale, che dovrebbe chiudersi nel 2015 con la popolazione residente in diminuzione per la prima volta dopo venti anni».