30 maggio 2017
Aggiornato 13:00
il processo

Violentò la fidanzata minorenne del figlio: condannato a 6 anni

L’episodio di violenza risale alla Pasqua del 2010. L’avvocato difensore: «Stupito dall'esito del processo, ricorreremo in appello»

TRIESTE - Sei anni di condanna, in anno in più di quanto richiesto dal pm. È questa la pena alla quale è stato condannato un 49enne che aveva abusato della ragazza (minorenne) del figlio nel giorno di Pasqua del 2010. Come riportato da Il Piccolo, l’uomo era accusato anche di aver sequestrato il figlio e la ragazzina in casa, chiudendo la serratura e la sbarra di sicurezza della porta d’ingresso. I giudici - Filippo Gulotta che ha presieduto il collegio composto da Barbara Camerin e Massimo Tomassini - hanno così aggravato l’entità delle richieste del pm Massimo De Bortoli che aveva ritenuto equa la pena di cinque anni.

La storia
La drammatica vicenda di violenza risale alla domenica di Pasqua del 2010. Dopo aver bevuto alcolici per tutta la sera, l’uomo aveva costretto la ragazzina a coricarsi sul letto, l'aveva spogliata e aveva abusato di lei. Scoperto dal figlio, tra i due sono volati pugni e schiaffoni: un litigio violento, in cui era stata coinvolta anche la ragazzina. Dopo qualche ora l’uomo aveva accompagnato il figlio (ubriaco) a casa della ex moglie mentre la ragazza era tornata a casa sua con la madre. Il giorno successivo i due giovani erano andati al pronto soccorso del Burlo Garofolo e dalla dalla polizia a sporgere denuncia. Ma mentre la ragazza aveva nascosto gli abusi riferendo agli investigatori solo di aver subito alcune lesioni per il litigio, il giovane invece aveva raccontato una storia brutale, con pesanti accuse al padre. Dopo poche settimane il colpo di scena: il figlio, in una lettera al genitore, dichiarava di averlo accusato falsamente, limitandosi però a scrivere che non era vera la violenza sessuale, senza spiegare cosa fosse successo veramente quel giorno.

Le parole dell'avvocato difensore
I giudici così hanno ritenuto concreta la violenza e hanno condannato il padre. «Francamente sono molto stupito dall’esito del processo e pur attendendo le motivazioni (entro 90 giorni, ndr) ritengo quasi sicuro l’appello», ha dichiarato il difensore dell’uomo, l’avvocato Giulio Quarantotto a Il Piccolo. Che ha poi aggiunto: «Difatti manca assolutamente la prova della violenza sessuale. Anche a voler considerare inattendibile la ritrattazione del figlio non c’erano elementi ulteriori, neanche il ricordo della presunta vittima, che anzi ha negato il fatto. Il sequestro di persona è poi probabilmente un’ipotesi troppo grave rispetto ai fatti contestati soprattutto senza il riconoscimento delle attenuanti».