30 maggio 2017
Aggiornato 13:00
Teatro

Sul palco contro la mafia: al Miela va in scena "Mutu"

Uno spettacolo scritto da Aldo Rapè con Aldo Rapè e Gaspare Balsamo per la regia di Lauro Versari

TRIESTE -  "Ogni uomo può trovare un giorno la possibilità di evadere, di sentirsi libero, a condizione che egli sappia rendersi conto di essere in gabbia». Venerdì 24 marzo, al teatro Miela, andrà in scena Mutu, uno spettacolo contro la mafia, scritto da Aldo Rapè con Aldo Rapè e Gaspare Balsamo per la regia di Lauro Versari. Un tema che proprio, primo giorno di primavera, viene ricordato perchè si celebra la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

La trama
Una storia è una bomba ad orologeria. E' quella di due fratelli, due uomini del nostro tempo, uno prete e l’altro mafioso ingabbiati nelle loro vesti e nei loro ruoli ma desiderosi di scappare. La mafia e la chiesa, come pretesto per parlare del vero male che colpisce i due protagonisti: la solitudine ed il vuoto esistenziale nella nostra civiltà. L’organizzazione delle stragi si è trasformata in organizzazione imprenditoriale. Si è fusa con la politica, con le amministrazioni pubbliche e quelle private. In modo capillare è entrata nelle chiese, nei palazzi e soprattutto nelle case della povera gente. Rosario e Salvuccio, una storia di due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio. Il nero ed il bianco, due «recite» contrapposte per uno stesso fine, evadere, strappandosi tutte le maschere, una ad una, per ritrovarsi fratelli. Insieme dopo tanti anni. Muti, tutti muti, muti per fame e per necessità. Ma un giorno la coscienza ed il sangue cominciano ad urlare. Nessuno può fuggire senza l'aiuto di coloro che sono fuggiti precedentemente.