Trieste

In sospeso tra tenerezza e inquietudine, Patrizia Schoss si mette in mostra

A presentare sul piano critico le sue opere - una trentina in totale su carta e tridimensionali - l’architetto Marianna Accerboni

TRIESTE –  Un mix di nitore, sofisticata freschezza e armonia cromatica, ma anche mistero, attaccamento e timore della maternità. L’universo artistico di Patrizia Schoss sarà presentato al pubblico mercoledì 29 marzo, alle 19, nella Sala Comunale d’Arte di piazza Unità d’Italia 4 con l’inaugurazione della sua mostra personale. A presentare sul piano critico le sue opere - una trentina in totale su carta e tridimensionali - l’architetto Marianna Accerboni. Inquietante e criptica, sospesa tra tenerezza e inquietudine, quest’artista di cultura e dna mitteleuropei (padre austriaco e madre triestina), ma lombarda di nascita, ora attiva a Trieste, traccia con tecnica eccellente una sorta di elegante bestiario dell’anima, disegnato o inciso senza esitazioni. 

L'arte di Schoss
Nel grande panorama di possibilità espressive che la cultura del ‘900 ha offerto, l’artista ha attinto istintivamente, ritenendola consona con il proprio sentire, all’intonazione surrealista, che l’accompagna nel travalicare il reale verso una liberazione dell’inconscio dagli incubi e dai dubbi, un percorso condiviso da note sensuali e delicate al tempo stesso. Che ci rimanda agli antichi bestiari di ascendenza medievale, ma anche alle creature fantastiche dipinte fra il ‘400 e il ‘500 dal fiammingo Hieronymus Bosch, rivisitate con algida chiarezza. E alle immagini cinquecentesche, affastellate di dettagli, dell’aristocratico, ma più solare Arcimboldo. Un’allusione continua alla natura, che prosegue nelle composizioni tridimensionali dell’artista, rielaborate a partire dalla forma archetipa e originaria dell’uovo. Intrecciato ad altri elementi naturali di piume e pietre, quest’ultimo rappresenta il fulcro di una mise-en-scène naturalistica ed enigmatica, attraverso cui accedere a un mondo «razionalmente fantastico», sospeso tra allusioni e raffinatezze, in una sorta di bilico in magico, quasi irreale equilibrio. Oltrepassato il quale, tutto potrebbe accadere.

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