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Il Comune: «Dussmann confonde i fatti e si pone al di fuori di qualsivoglia correttezza»

I dirigenti dell'Area Educazione, Università, Ricerca, Cultura e Sport replicano alla società che gestisce le mense scolastiche: «Alla ditta spetta attuare quanto offerto in sede di gara e valutato legittimo in due gradi di giudizio amministrativo»

 (© diario di trieste)

(© diario di trieste)

TRIESTE - «Dussmann confonde i fatti e pretende di porsi al di fuori di qualsivoglia correttezza utilizzando la tensione sociale creata dalla sua organizzazione del lavoro». I dirigenti dell'Area Educazione, Università, Ricerca, Cultura e Sport del Comune di Trieste replicano alla società che gestisce le mense scolastiche. «Il Comune di Trieste ha attivato i controlli di sua competenza rispetto all'offerta contrattuale e ha constatato in questi mesi di attività, insieme ai sindacati, che l'organizzazione del lavoro messa in piedi da Dussmann per garantire le prestazioni offerte in sede di gara ha richiesto alle lavoratrici la resa quotidiana di ore straordinarie che evidentemente straordinarie non erano, ma semplicemente necessarie per garantire l'ordinario». 

Il rispetto del contratto
«L'azione congiunta Comune-sindacati e il pressing delle lavoratrici hanno portato la ditta a sottoscrivere un accordo di regolarizzazione di questa e altre distorsioni organizzative, accordo ora inspiegabilmente respinto da Dussmann - continuano - In queste condizioni di resa operativa, come detto sin dall'inizio di questa vicenda dai dirigenti comunali, non vi sono nè possono esserci spazi tecnici per impostare la resa di eventuali servizi aggiuntivi». Alla stazione appaltante, secondo i dirigenti del Comune, non spetta intervenire sul piano industriale nelle parti dell'organizzazione del lavoro e quindi del trattamento economico del personale in ordine alle mansioni attribuite. «Alla ditta spetta attuare quanto offerto in sede di gara e valutato legittimo in due gradi di giudizio amministrativo, garantendo la perfetta e serena resa dei servizi affidati».