20 luglio 2019
Aggiornato 05:00
Pronto nel 2017

Sopralluogo al cantiere del depuratore di Servola

L'assessore Sara Vito si è recata nel sito interessato dai lavori insieme ai rappresentanti di Comune, Provincia e AcegasApsAmga. L'investimento complessivo dell'opera è pari a 52,5 milioni di euro

TRIESTE  - «La realizzazione del depuratore di Servola è di fondamentale importanza per la città di Trieste, in quanto è un importantissimo intervento di tutela ambientale che ci consentirà di superare una procedura di infrazione comunitaria». A dirlo è l'assessore regionale all'Ambiente Sara Vito, al termine della visita odierna al sito effettuata assieme al sindaco di Trieste Roberto Cosolini, agli assessori all'Ambiente di Provincia, Vittorio Zollia, e Comune, Umberto Laureni, al direttore generale di AcegasApsAmga, Roberto Gasparetto, e ai tecnici di Regione e Arpa.

«L'intervento - ha aggiunto Vito - è anche un investimento importante che sarà in grado di dare nuovo impulso all'economia locale. Il sopralluogo che ho effettuato sul cantiere di bonifica è stato molto positivo. Tutti i lavori relativi alle operazioni di bonifica stanno procedendo nel migliore dei modi, con accuratezza e precisione. L'intervento è un’operazione molto complessa che si sta realizzando rispettando il cronoprogramma dell'intervento».

Gli interventi previsti nell'area, illustrati dal project-manager di AcegasApsAmga, Enrico Altran, prevedono la realizzazione di una barriera idraulica per la captazione, il lavaggio e il trattamento delle acque di falda, la demolizione dei manufatti preesistenti, la bonifica dell'area inserita all'interno del Sin di Trieste e la progettazione e costruzione del nuovo impianto la cui attivazione è prevista per luglio 2017.

L'investimento complessivo dell'opera è pari a 52,5 milioni di euro, frutto dell'accordo di programma siglato nel mese di marzo dello scorso anno tra la Regione e il dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica, la direzione generale per la Politica regionale unitaria nazionale, il ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare, e la direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche. «Questo accordo - ha concluso Vito - segna una vera e propria svolta su una questione irrisolta».