1 giugno 2020
Aggiornato 01:00
Problema inquinamento

Le polveri di Servola sarebbero cancerogene

Lo sostiene uno studio realizzato da Antonietta Gatti, esperta di nanoparticelle e nanotossicologia. Si tratta delle emissioni rilasciate nell'area dalla Ferriera

TRIESTE – Le polveri emesse dalla ferriera di Servola sarebbero cancerogene. La conferma arriva da uno studio commissionato dal senatore Lorenzo Battista, del gruppo 'Per le Autonomie', e dal deputato Aris Prodani (Alternativa Libera), e realizzato da Antonietta Gatti, esperta di nanoparticelle e nanotossicologia.
Stando ai campioni di polveri raccolti a Servola nel mese di giugno, è emerso come «nella totalità dei casi analizzati le particelle hanno mostrato di contenere ferro, elemento sempre unito ad altri, come avviene di regola per i materiali usati nelle fonderie. Polveri simili – ha evidenziato Prodani – se disperse nell'ambiente e in in aria, sono potenzialmente patogene per chi ne è esposto».

I dati dello studio
Il rapporto sostiene che le polveri di diametro aerodinamico pari o inferiore ai 10 micron, di cui la campionatura prelevata è ricchissima, sono normate dalle leggi comunitarie, mentre quelle di diametro aerodinamico pari o inferiore ai 2,5 micron (trovate nell’area di Servola) sono classificate come cancerogeni di classe 1, cioè cancerogeni certi, dallo Iarc, l'ente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che si occupa di cancro.Alla luce dei risultati, i due parlamentari hanno chiesto a tutti gli enti coinvolti, Comune, Regione, Arpa, Azienda Sanitaria e Siderurgica Triestina, di prenderne atto, sia ai fini del rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, sia nel più breve periodo possibile ai fini di rivedere nuovamente il numero di sforamenti consentiti.
Le polveri in questione sono state raccolte in due giornate e in due punti diversi: il 21 giugno in via Ponticello e il 26 giugno in via dei Giardini. In entrambi i casi la raccolta, effettuata con sensori passivi, si è protratta per 24 ore. Dopodiché le polveri sono state esaminate con il microscopio elettronico a scansione e con altri strumenti.

La reazione della Regione
«Regione, Arpa e Azienda sanitaria triestina sono da tempo impegnate in una attenta attività di monitoraggio e controllo in tutta l'area potenzialmente interessata dai fenomeni emissivi del complesso industriale della Ferriera di Servola, con il preciso obiettivo di garantire la sicurezza dell'ambiente e la salute della popolazione».
Lo rileva l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, che evidenzia come proprio per tutelare salute e ambiente la Giunta regionale ha accompagnato il processo di riconversione della Ferriera, per renderla sito produttivo sostenibile e non nocivo. E contestualmente ha comunque provveduto a intensificare i controlli, ha promosso un più efficace coordinamento territoriale tra i diversi enti che, a diverso titolo, sono direttamente o indirettamente interessati alla questione della Ferriera e ha anche promosso indagini epidemiologiche per valutare l'insorgenza di determinate patologie.
«In questo contesto - prosegue Vito - anche l'eventuale modifica della composizione delle polveri sottili, nelle diverse scale granulometriche, è oggetto di ulteriori e più approfonditi accertamenti, volti appunto a garantire la sicurezza dell'ambiente e della popolazione».