1 giugno 2020
Aggiornato 02:00
Il botta e risposta

Ferriera: il M5S critica le modalità di analisi della qualità dell’aria

Al portavoce Ussai non è piaciuta la difesa di Siderurgica Triestina. «E’ bene ricordare che l’Azienda sanitaria ha dimostrato la maggiore incidenza di neoplasie del polmone e della vescica tra i lavoratori della Ferriera»

TRIESTE - Siderurgica Triestina ha ribadito pochi giorni fa che, in tema ambientale, ‘la Ferriera rispetta i limiti di legge’, fatto questo che sarebbe dimostrato dalle ‘centraline di rilievo della qualità dell’aria che presentano valori nella norma’. È stato dichiarato inoltre che ‘i danni alla salute dalle polveri sono esclusi’. Dichiarazioni che hanno sorpreso molto il Movimento 5 Stelle.

La posizione del portavoce Ussai
«Visto il drammatico silenzio delle istituzioni preposte alle verifiche ambientali – commenta Andrea Ussai,portavoce del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale –  nonché l’ancor più drammatica situazione in termini di inquinamento a cui è sottoposta quotidianamente la nostra città e in particolare chi vive o lavora in prossimità dell’impianto siderurgico, vogliamo cercare di capire come è possibile che Siderurgica Triestina possa permettersi di fare queste affermazioni. Per prima cosa – aggiunge – la stazione di misura di via San Lorenzo in Selva, nonostante il cambio di proprietà dello stabilimento e i due accordi di programma sottoscritti, continua a sforare i limiti di legge registrando, a oggi, 93 sforamenti di pm10 da inizio anno (contro i 35 annui tollerati dai limiti di legge)».
Ussai inoltre fa riferimento centraline che verificano la qualità dell’aria, non tutte sotto la supervisione dell’Arpa: «Le stazioni presenti a Trieste in via Pitacco e in via Svevo e a Muggia sono di proprietà e sotto la gestione di Elettra S.p.A., la società che opera all'interno del comprensorio industriale della Ferriera. Più volte nel corso degli anni, si sono verificate difformità fra i dati forniti dalle centraline gestite da Elettra e quelli provenienti dalle stazioni di Arpa Fvg, collocate anche a breve distanza, come hanno messo in evidenza alcune indagini della Procura della Repubblica di Trieste».

I danni alla salute
«Rispetto invece alla dichiarazione in cui si escludono danni alla salute legati alle polveri – ha sottolineato Ussai – è bene ricordare a Siderurgica Triestina che l’Azienda sanitaria ha dimostrato nel 2013 una maggiore incidenza di neoplasie del polmone e della vescica tra i lavoratori operanti presso lo stabilimento triestino.
Ci auguriamo
– conclude il portavoce del M5S - che le amministrazioni regionali e comunali capiscano, prima o poi, che le omissioni sui controlli di possibili reati ambientali sono purtroppo determinanti per i danni alla salute patiti dai cittadini».