18 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Il punto

Trieste si conferma città a vocazione turistica: flussi in crescita

L'arrivo di nuovi turisti fa girare l'economia della città. Nel 2015 numeri confortanti dalle navi da crociera, dai traghetti e dalle guide turistiche. Anche gli alberghi lavorano di più

TRIESTE – I flussi turistici, a Trieste, sono in aumento e questo produce una crescita delle ricadute economiche per gli operatori della città. A quanto equivale questa crescita? Hanno cercato di spiegarlo a Palazzo Gopcevich il sindaco Roberto Cosolini, l'assessore al Turismo Edi Kraus, il presidente della Fipe Bruno Vesnaver, la presidente dell'associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia Francesca Pitacco.

L’impatto del settore turistico sull’economia locale
«Non abbiamo ancora dati ufficiali – afferma l’assessore Kraus – però in base all'andamento di cui riferiscono gli operatori di settore, i turisti italiani e stranieri in vacanza che alloggiano nelle strutture ricettive e nelle abitazioni private spendono generando un impatto economico che incide per il 47% sul core business di settore. Nel dettaglio – aggiunge – le aree economiche interessate dalle ricadute economiche del turismo sono la ricettività, la ristorazione nelle sue diverse forme, l’enogastronomia, la fruizione culturale, l’attività manifatturiera, lo shopping».

I numeri delle navi da crociera e degli alberghi
A Trieste i passeggeri delle navi da crociera movimentati dalla TTP, nel periodo dal 1° gennaio al 10 agosto del 2014, sono stati 13.481. Quest'anno, nel medesimo periodo, sono stati 65.121. L'aliscafo per l'Istria conferma il trend positivo degli anni precedenti ed è in linea con il numero dello scorso anno: a settembre si erano movimentati 6.466 passeggeri. Al 10 agosto 2015 sono stati registrati 4.259 movimenti, che inducono a ritenere che raggiungeremo i numeri dello scorso anno. Positivo anche l'andamento della tratta Trieste-Grado. Per quanto riguarda gli alberghi, solo nella giornata del 10 agosto si è registrato un incremento del 55% di presenze nelle strutture della città, mentre il 13 agosto l’aumento è stato dell'80-83%.

La fotografia delle delle guide turistiche
Confrontando il primo semestre 2014 con quello 2015, la tendenza è positiva. «I dati evidenziano un +30,5% dei servizi in Friuli Venezia Giulia e +30% di servizi svolti nella sola provincia di Trieste, con una netta prevalenza delle richieste sul capoluogo (ca. 95%) – sottolinea Francesca Pitacco .- Sono i dati relativi alla primavera, pertanto si riferiscono perlopiù al flusso di turismo scolastico italiano che è stato attratto dal centenario sulla Grande Guerra, e che non si è concentrato solo su Redipuglia e Gorizia».
Le presenze turistiche in città si stanno concentrando sempre più nei mesi di luglio e di agosto con una ripartizione delle spese al 65% per gli italiani mentre il restante 35% proviene dalle tasche dei turisti stranieri. «La spesa per il cibo sta crescendo di oltre il 2% rispetto al 2014 – riferisce il presidente provinciale della Fipe, Bruno Vesnaver-. Un risultato da ascrivere al merito delle tantissime imprese del settore, che esprimono i migliori valori dell’accoglienza, partendo dalla qualità dei prodotti e dal servizio».

La soddisfazione del sindaco Cosolini
Il sindaco Cosolini evidenzia il cambiamento della cultura di accoglienza avvenuto a Trieste: «Sono dati più che confortanti, sicuramente dieci anni fa in agosto non si trovavano locali aperti, mentre adesso, in questo periodo, restano aperti anche i musei. Merito della sensibilità delle istituzioni e della qualità dell’imprenditoria locale. Dobbiamo continuare a scommettere sul turismo – conclude – in una città che è fruibile sia dal turismo 'zaino in spalla' e dal 'cicloturismo', sia da chi cerca un’offerta alberghiera di alto livello».