18 novembre 2017
Aggiornato 13:00
1,5 milioni di euro a disposizione

Dalla Regione fondi per rimuovere l'amianto

La giunta ha approvato tre regolamenti per eliminare il materiale cancerogeno da edifici pubblici di proprietà comiunale oltre che da siti pubblici o privati. Findi anche per l'allestimento di centri di riuso

La Regione finanzia lo smaltimento dell'Eternit (© )

TRIESTE - La giunta regionale ha approvato, su proposta dell'assessore all'Ambiente ed Energia Sara Vito, tre distinti regolamenti che trattano le questioni relative alla rimozione dell'amianto dagli edifici pubblici, alla bonifica dei siti contaminati e all'allestimento di centri di riuso.

Il primo documento stabilisce i criteri per la concessione dei contributi, previsti da un'apposita norma contenuta nell'ultimo assestamento di bilancio, per la concessione a favore dei Comuni di contributi per la rimozione dell'amianto dagli edifici pubblici. La misura di sostegno è assegnata nella misura dell'80% della spesa riconosciuta e per un massimo di 100.000 euro.
Sono ammissibili a contributo le spese necessarie alla rimozione, trasporto e smaltimento dei materiali contenenti amianto, comprese le analisi di laboratorio e i costi per la redazione del piano di lavoro, le spese tecniche, gli oneri per la sicurezza e l'Iva, se rappresenta un costo per l'ente.

Il secondo regolamento tratta la concessione di contributi, anche in questo caso inseriti in una norme dell'assestamento di bilancio 2015, a favore dei Comuni per provvedere agli adempimenti relativi alla bonifica dei siti contaminati sulle aree del territorio comunale di proprietà pubblica o privata. Il contributo può arrivare al 100% della spesa riconosciuta ammissibile.
Possono concorrere alla misura le spese sostenute per la redazione del piano della caratterizzazione,  l'esecuzione della caratterizzazione e modellizzazione di analisi di rischio, la redazione del progetto operativo di bonifica o di messa in sicurezza permanente/operativa.

La terza delibera riguarda il regolamento per la concessione di contributi ai Comuni per interventi volti alla realizzazione e all'allestimento di centri di riuso, sempre in base a una norma contenuta nell'assestamento di bilancio. Il contributo è assegnato nella misura dell'80% della spesa riconosciuta
ammissibile.
Con i centri di riuso si punta a ridurre la produzione di rifiuti. Sono infatti strutture attrezzate a ricevere beni in disuso (ad esempio mobili, elettrodomestici, biciclette, giocattoli, materiali edili, elettrici o informatici) per il loro riutilizzo, allo scopo di ridurre i volumi di materiale da smaltire in discarica.

Per tutti e tre i regolamenti, il termine per la presentazione delle domande scade, per il 2015, il trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del testo, mentre a regime è fissato al 1° marzo di ogni anno. Lo stanziamento previsto per ciascuna delle tre misure contributive è di 500 mila euro per l'anno in corso.