16 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
LA polemica

Il M5S lancia l'allarme: con i commissari ad acta la Regione 'occupa' i Comuni

Il caso Muggia scatena la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elena Bianchi. «Con pratiche di questo tipo tutti sono avvisati: l’esercizio democratico della politica è definitivamente fuori moda»

MUGGIA - «Il pronto soccorso della maggioranza e del centro sinistra nel Friuli Venezia Giulia ha un nome e un cognome: Paolo Panontin. Esercitando i poteri sostitutivi attraverso i cosiddetti ‘commissari ad acta’, l’assessore regionale alle Autonomie locali, a Muggia, sta facendo le prove per garantire il funzionamento delle Uti (Unità territoriali intercomunali), aiutando al tempo stesso il sindaco Nesladek a uscire dall’impasse in cui si è ficcato e a riconquistare una parvenza di maggioranza. Con pratiche di questo tipo tutti sono avvisati: l’esercizio democratico della politica è definitivamente fuori moda». A lanciare l’allarme è la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Elena Bianchi.

«Per capire quanto accaduto bisogna soffermarsi su alcuni passaggi - spiega Bianchi -. Il prossimo anno a Muggia ci sono le elezioni e il tentativo di approvare il nuovo Piano regolatore ha mandato in tilt il Consiglio comunale. Le dimissioni di Decolle (conflitto di interessi) e Riosa (motivi personali) e il dissenso di alcuni consiglieri della maggioranza, usciti al momento del voto insieme all'opposizione, hanno fatto cadere due volte di seguito il numero legale. In sostanza al momento non c’è più una maggioranza». «Molto probabilmente, con l’ingresso dei due nuovi consiglieri che dovranno sostituire Decolle e Riosa – aggiunge la pentastellata – il sindaco Nesladek è convinto di avere nuovamente i numeri per governare e per portare avanti almeno due opere certamente utili alla sua campagna elettorale: la sede della Protezione civile e la messa in sicurezza del terrapieno Acquario. Quello che è certo - afferma la portavoce del M5S - è che quanto accaduto a Muggia rappresenta un vero e proprio campanello di allarme. La democratica e dialettica opposizione alla discutibile politica del sindaco Nesladek viene azzerata da un ‘commissario ad acta’, imponendo di fatto – conclude Bianchi - la volontà politica della Regione sulle assemblee comunali».