25 settembre 2020
Aggiornato 15:00
Emergenza clandestini

Botta e risposta tra Questura e Sap sul tema sicurezza

Migranti in arrivo nella zona di Rio Primario: si rafforzeranno i controlli. Ma il Sindacato autonomo di polizia non si fida: «C'è carenza di personale: da dove arriveranno i rinforzi?»

TRIESTE – La Questura garantisce maggior sicurezza alla popolazione, ma il Sindacato autonomo di polizia ci crede poco. E’ così va in scena un botta e risposta di note stampa tra chi l’ordine pubblico lo gestisce e la rappresentanza di chi lo esegue.

La nota della Questura di Trieste
La Questura diffonde un comunicato per tranquillizzare la popolazione della zona di Rio Primario, nei pressi della Risiera di San Sabba a Valmaura, preoccupata per il trasferimento di circa cento richiedenti asilo dalla baraccopoli abusiva dell’ex Silos.
«In relazione alla possibile istituzione di un centro di accoglienza temporanea per i migranti e alle manifestate preoccupazioni dei residenti della zona San Sabba-Valmaura, si rappresenta che, nell’ambito delle competenze della Polizia di Stato saranno, come di consueto, assicurati e rafforzati i servizi istituzionali finalizzati a garantire, in particolare per le fasce più deboli, la sicurezza e la tranquillità della popolazione».

Lo scetticismo del Sap
Poche ore dopo il comunicato della Questura, ecco la nota del Sap: «Auspichiamo che ci sia in programma la richiesta di invio di personale in rinforzo, proveniente da altre città, al fine di poter garantire quanto dichiarato. I crescenti servizi di ordine pubblico, di vigilanze e la situazione in generale della sicurezza, stanno già fortemente impegnando le forze di polizia in ‘campo’ sul nostro territorio, posto sulla zona confinaria. Temiamo – aggiunge il sindacato – che ancora una volta, quanto annunciato, sia solo un atto dovuto per tranquillizzare l’opinione pubblica e non per risolvere il problema. Un potenziamento a lungo termine proveniente da altre provincie non è possibile, in quanto solo la Polizia di Stato consta un deficit di circa 18 mila unità e le problematiche e carenze riguardanti la sicurezza sono gravi in tutte le città d’Italia».