17 novembre 2019
Aggiornato 03:00
La polemica

A Trieste si parla di Città metropolitana e il Pdl attacca

Il capogruppo in Consiglio comunale Giorgi se la prede con sindaco e Pd: «Da decenni in Italia il Pd non fa altro che organizzare tavoli, riunioni, conferenze e gruppi di lavoro che non portano mai assolutamente a nulla»

TRIESTE – Nel municipio di Trieste si è parlato di area vasta e dell’ipotesi di istituire una Città Metropolitana corrispondente all’area giuliana. Un incontro organizzato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Cosolini, che non è piaciuto alle opposizioni. A dire la sua, in particolare, è Lorenzo Giorgi, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale.

L’affondo di Giorgi
«In Consiglio comunale – ha affermato Giorgi – si è svolto il primo show organizzato dal sindaco Cosolini sul tema, vuoto e privo di contenuti, della città metropolitana...Il classico modus operandi del partito democratico, e della sinistra in generale, che da decenni in Italia non fa altro che organizzare tavoli, riunioni, conferenze e gruppi di lavoro che non portano mai a nulla se non a chiacchiere e perdite di tempo (e spesso di soldi pubblici)».
Un tema complesso, su cui, a detta dell’esponente del centrodestra, lo stesso Pd fatica a trovare una quadra: «È in corso un braccio di ferro all'interno di tale raggruppamento, dove ognuno dice la sua e dove ognuno cerca lo spunto per prevalere sugli altri...Russo fa i selfie, Rosato fa i diktat, la Grim viene sfiduciata e la Serracchiani cambia versione ogni giorno a seconda dell'interlocutore di turno. Insomma il classico pessimo e squallido teatrino della vecchia politica. E alla fine – evidenzia Giorgi – non si discute di nulla, non si discute dei veri problemi della gente, non si discute della mala gestione di questa città e della gestione ‘assente’ della regione Friuli-Venezia Giulia, capace soltanto di affibbiare, in maniera dittatoriale, le Uti e null'altro ai suoi cittadini...».

Un partito incapace di fare sintesi
«Facciano una bella cosa questi signori, negli ultimi mesi a loro disposizione prima di essere mandati a casa dal voto popolare: si mettano d'accordo fra di loro e decidano una linea comune e una proposta seria per la città. A quel punto, ma solo allora, potremmo collaborare e fare in maniera di creare qualcosa di positivo per Trieste e i triestini...Ma temo che il Pd – conclude Giorgi – non sarà capace di trovare una sintesi, troppo impegnato con i suoi responsabili a difendere postazioni e careghette di turno».