25 settembre 2020
Aggiornato 14:30
Lo studio condotto alla SISSA è stato pubblicato su Cognitive Neuroscience

É ufficiale. Le espressioni emotivamente cariche sono un potente distrattore

La rabbia, e altre espressioni, influenzano i movimenti di chi guarda

TRIESTE - Un viso con un’espressione emotivamente carica, specie se l’emozione è la rabbia, può influire sul corso delle nostre azioni, così sostiene una ricerca della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste pubblicata su Cognitive Neuroscience. L’effetto distraente è potenzialmente pericoloso in alcune situazioni (la guida per esempio). Una faccia che entra nel vostro campo visivo vi distrarrà, influenzando il corso delle vostre azioni (funziona come una sorta di attrattore). Ma cosa esattamente è così irresistibilmente «attraente» nel viso? Secondo uno studio della SISSA sia il sesso del viso che l’emozione espressa hanno effetti distraenti, ma la seconda sembra rispondere a un meccanismo più profondo, automatico e implicito.

Due esperimenti sulle emozioni
Elisabetta Ambron, ricercatrice, Raffaella Rumiati, professoressa e responsabile del laboratorio INSULA, e Francesco Foroni, ricercatore, tutti operanti alla SISSA, hanno condotto alcuni esperimenti in cui un compito motorio eseguito sul monitor di un tablet veniva disturbato dall’apparizione di facce. Gli esperimenti in realtà erano due. Durante l’esecuzione del compito motorio, nel primo si chiedeva al soggetto di osservare e riportare il tipo di emozione espressa dalla faccia, nel secondo il suo sesso. In entrambi i casi le facce distraenti variavano sia per sesso che per espressione così che nell’esperimento 1, il sesso era considerata una variabile «non pertinente» con il compito, mentre l’espressione era la variabile pertinente. Viceversa accadeva nell’esperimento 2. In entrambi gli esperimenti la dimensione pertinente influenzava la traiettoria tracciata sul tablet con il dito (la attirava verso il punto dello schermo dove la faccia era apparsa), ma solo nell’esperimento due anche la variabile non pertinente, aveva lo stesso effetto di quella pertinente. Questo significa, secondo gli autori, che le espressioni emotivamente cariche sono un potente distrattore che funziona anche a livello implicito (senza che l’attenzione sia già rivolta a questo tipo di stimolo).