26 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
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Agriturismi in Fvg: numeri in crescita per il turismo 'lento'

Agriturist ha fatto il punto sul comparto a Expo. In Fvg ci sono 630 attività autorizzate con 4.142 posti letto e 26.158 posti tavola

TRIESTE - «L’agriturismo sancisce il legame strettissimo tra turismo e agricoltura, un turismo lento che, a parere di Agriturist, va adeguatamente promosso puntando sulle caratteristiche peculiari che portano sempre più ospiti, italiani e stranieri, nelle nostre campagne. Le aziende italiane che svolgono attività di agriturismo e simili sono aumentate, dal 2010, del 16%». Lo ha detto Cosimo Melacca, presidente di Agriturist, aprendo i lavori del XII Forum dell’associazione, all’auditorium di Palazzo Italia a Expo, che cade in contemporanea ai suoi 50 anni di attività.

L’agriturismo cresce anche in Fvg
«Anche l’agriturismo del Fvg, stando ai numeri, gode di buona salute - aggiunge Maria Pia Bianchi, presidente regionale di Agriturist -. Il numero delle aziende che lo pratica cresce annuale a un ritmo superiore alla media nazionale. Attualmente, nella nostra regione, ci sono 630 attività autorizzate all’esercizio dell’agriturismo (+2,5% sul 2013), con 4.142 posti letto e 26.158 posti tavola. Sulla felice intuizione di creare un turismo rurale, 50 anni fa è nato Agriturist. E dal suo successo è derivato, in seguito, il termine agriturismo. Le aziende agrituristiche italiane sono circa 21.300 e, dal 2010, con fatturati (+63%), offerta di posti letto (+13,2%), ristorazione (+63,2%) e numero di ospiti (+127%) in cresciuta. Questo nostro Forum – dice ancora Bianchi -, vuole portare all’attenzione della politica e dei media che la terra (valore concreto e reale, in contrasto con il mondo virtuale, che certe volte ci soffoca) va salvaguardata e protetta dall’urbanizzazione e dal dissesto idrogeologico. Gli agricoltori ne sono i custodi, con la loro attività, che segue i ritmi della natura, recupera e valorizza il patrimonio culturale locale, dà forza alle identità dei luoghi, promuove territorio, usi, costumi, cibi e tradizioni».

Una vacanza lenta a ritmo di campagna
«Le nostre strutture – prosegue nel suo ragionamento Bianchi – propongono una vacanza lenta, che ha il ritmo della campagna, una visione e una prospettiva differente, di consapevolezza culturale. C’è ampio spazio di crescita per le attività connesse all’agricoltura, partendo proprio dall’agriturismo. Accanto a esso, le opportunità per sviluppare attività di diversificazione sono enormi e le nostre imprese allargano la loro offerta per venire incontro ai nuovi bisogni della collettività, ma anche, in una fase difficile come questa, per sostenere e ampliare il reddito aziendale. Fieri delle nostre radici e della nostra storia – conclude Bianchi – non ci fermiamo qui».