29 novembre 2020
Aggiornato 23:30
L'intesa

Siglato accordo tra Generali e Ictp per lo studio del rischio sismico

Una collaborazione su base triennale per sviluppare nuovi modelli sismologici di mitigazione del rischio da terremoto, che dall'analisi scientifica del Fvg possa poi costituire l'avvio per nuove applicazioni nelle aree del mondo più soggette

TRIESTE - Una collaborazione su base triennale per sviluppare nuovi modelli sismologici di mitigazione del rischio da terremoto, che dall'analisi scientifica del territorio del Friuli Venezia Giulia possa poi costituire l'avvio per nuove applicazioni nelle aree del mondo più soggette a queste calamità naturali.
E' l'obiettivo dell'accordo siglato a Trieste tra il Gruppo Generali e il Centro internazionale di Fisica teorica Abdus Salam (Ictp) del capoluogo regionale - operativo sotto l'egida del Governo Italiano, dell'Iaea/Agenzia internazionale per l'energia atomica  e dell'Unesco - per supportare un progetto di studio, analisi e prevenzione dei fenomeni sismici.

L'accordo, siglato nella sede del Gruppo Generali dall'amministratore delegato di Generali Mario Greco e dal direttore dell'Ictp, Fernando Quevedo, alla presenza dell'assessore regionale alla Ricerca Loredana Panariti, è tra i più significativi esempi di cooperazione in Italia - è stato sottolineato - tra un gruppo assicurativo e un'istituzione scientifica nell'indagine sui terremoti. Lo studio si concluderà nel 2018 con la presentazione dei risultati della ricerca.
La partnership Generali-Ictp prevede di analizzare nel dettaglio il comportamento delle faglie (le fratture delle masse rocciose sotterranee dalle quali si possono generare i terremoti) sulla base di dati geologici, sismologici e da satelliti di ultima generazione, oltre che sulla base di simulazioni condotte su calcolatori ad alte prestazioni.
I dati raccolti e le simulazioni che gli scienziati dell'Ictp effettueranno su un sistema di faglie presenti a cavallo tra il Friuli Venezia Giulia e l'Istria, serviranno alla validazione del modello e consentiranno la sua applicazione in altre aree del
mondo esposte a rischio sismico, allo scopo di accrescere una cultura scientifica di prevenzione e mitigare le conseguenze di tale rischio sul territorio.

Secondo l'assessore Panariti, l'accordo tra queste due eccellenze regionali assume un grande valore non solo dal punto di vista scientifico ma anche ‘simbolico’, collocandosi a 40 anni dal tragico sisma del 6 maggio 1976 in Friuli. «E' una collaborazione che guarda al futuro - ha sottolineato - e che potrà trovare
significativi sviluppi e applicazioni nelle aree più povere del mondo
».