28 luglio 2021
Aggiornato 16:00
Il caso

C'è l'accordo sulla Massarelli, dal Viminale 500 mila euro al Comune

Firmata l'intesa tra sindaco e prefetto, il Ministero dell'Interno decide per la transizione anche al fine di evitare lo sfratto degli uffici della Questura

GORIZIA - Alla fine, il Viminale restituisce al Comune di Gorizia il maltolto. Oggi il prefetto di Gorizia, Isabella Alberti, e il sindaco Ettore Romoli hanno siglato l'accordo bonario che mette la parola fine alla querelle sull'affitto della Massarelli: il Ministero dell'Interno verserà nelle casse comunali circa 150 mila euro annui per i sei anni (dal 2009 al 2015) in cui non è stato pagato il canone di locazione dello stabile che ospita gli uffici della Questura. Complessivamente - tolte le indennità versate ogni anno dal Ministero - affluiranno in piazza Municipio 500 mila euro.

La vicenda
Nel 2009 era scaduto il contratto di locazione stipulato tra le parti nel 1983, ma gli uffici della Questura sono rimasti - allora come oggi - al proprio posto; il Ministero e la Prefettura di Gorizia, dal 2009 a oggi hanno riconosciuto soltanto delle indennità di occupazione annuale di 103 mila euro per i primi tre anni e di 87.500 euro nell’ultimo triennio, facendo perdere al Comune qualcosa come 700 mila euro; dalle parti di piazza Municipio non ci stanno e, nel 2013, citano in giudizio il Viminale, con il Tribunale di Trieste che la scorsa primavera ha reso esecutivo lo sfratto previsto dal provvedimento d’ingiunzione.

Sindaco e prefetto soddisfatti
«Abbiamo siglato quest’atto transativo che pone fine al contenzioso con il Viminale, che aveva dato luogo addirittura a una causa: forse pure questa azione ha aiutato sbloccare l’intera vicenda», ha sottolineato proprio il primo cittadino, soddisfatto per essere riuscito a recuperare in larga parte quanto Roma non aveva ritenuto di corrispondere sino a oggi. «Da parte nostra, c’è l’impegno ad adoperarci per manutenzioni ordinarie e straordinarie che consentano di rendere la caserma sempre aderente alle esigenze della Questura, anche nell’ottica di un trasferimento degli altri uffici nella sede di Casa Rossa - ha aggiunto Romoli -. Ci tengo a ringraziare il prefetto Alberti, il predecessore Zappalorto e in particolare il prefetto Renato Franceschelli», che è direttore centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Il suo intervento, nei mesi scorsi, è stato dirimente: dopo aver effettuato una visita a Gorizia, ha spinto per la buona soluzione della vicenda, della quale si era interessato personalmente, sollecitato dal sindaco, anche il vicecapo della Polizia, il goriziano Alessandro Marangoni.
«Sono davvero felice della soluzione a questa vicenda - ha commentato il prefetto Alberti -, che mi era stata subito prospettata al mio insediamento: abbiamo evitato il decreto ingiuntivo, lo sfratto paradossale e gli strascichi di una causa giudiziaria. Posso garantire che questo è un primo step, nell’ottica dell’armonia e della coesione tra le istituzioni del territorio».