26 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
Sabato 7 novembre

Sciopero della Grande distribuzione: in Fvg interessate 12 mila persone

Ccnl Federdistribuzione, Coop e Confesercenti: sabato la protesta. Presìdi in tutta la regione: dalle Torri d'Europa al Citta Fiera passando per l'Emisfero

TRIESTE - Un aumento salariale medio di 85 euro lordi mensili, che riconosca una copertura anche per il biennio 2014-2015. Il rifiuto di una flessibilità a senso unico. Un adeguato riconoscimento degli straordinari e del lavoro festivo, che non può essere un obbligo ma deve trovare un’adeguata regolamentazione nel contratto, oltre che nella legislazione, per porre un freno a una deregulation che non ha arginato il calo dei consumi ma soltanto peggiorato le condizioni di lavoro.
Queste le richieste dei lavoratori della grande distribuzione organizzata, delle cooperative di consumo e delle aziende del commercio aderenti a Confesercenti, complessivamente oltre 12 mila in regione, interessati dallo sciopero di sabato 7 novembre, proclamato con lo slogan ‘Fuori Tutti’ per sbloccare la difficile vertenza sul rinnovo del contratto nazionale.
Rinnovo che è stato firmato nella scorsa primavera da Confcommercio, ma non da Federdistribuzione, dalle Coop di consumo e da Confesercenti.

Quella di sabato è solo la prima tappa di una mobilitazione che prevede, in mancanza di sbocchi positivi, una seconda giornata di astensione dal lavoro il 19 dicembre, l’ultimo sabato prima di Natale. L’appello ai lavoratori non è soltanto ad aderire in massa allo sciopero, ma anche di partecipare ai presìdi indetti dai sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil per sabato mattina: i principali si terranno al centro commerciale Torri d’Europa di Trieste, al Tiare di Villesse, all’Emisfero di Monfalcone, al Città Fiera di Torreano di Martignacco, all’Ipercoop Meduna, all’Emisfero e all’Interspar di Pordenone.

Intanto i sindacati rendono noto che alcune catene della distribuzione, comprese le cooperative, stanno cercando di dissuadere i propri dipendenti dall’effettuare lo sciopero proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil. La trattativa si è arenata su richieste irricevibili da parte di Federdistribuzione, Cooperative e Confesercenti: richieste di tagliare salari e diritti ed avere ancor di più mano libera sull’organizzazione del lavoro, chiedendo maggiore flessibilità. Lo sciopero vuole spingere per la ripresa di un negoziato su basi equilibrate e dignitose.