22 maggio 2019
Aggiornato 19:00
il 25% del caffè per l'Italia parte da Trieste

Il cluster del Caffè esempio per il settore agroalimentare Fvg

Per Bolzonello può essere «motore di sviluppo, strada obbligata esempio per gli altri settori della nostra economia, anche per come è stato capace di farsi radiografare mettendo in luce punti di forza e criticità».

TRIESTE - Il cluster del Caffè ha tutte le carte in regola per entrare a far parte dei progetti strategici nazionali, così come ha sostenuto il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia e assessore alle Attività produttive, Sergio Bolzonello, intervenendo a Trieste, nella sede di Trieste Coffee Cluster, alla presentazione dello studio su consistenza ed evoluzione economico-finanziaria delle realtà imprenditoriali attive nel settore della produzione e delle commercializzazione del caffè in regione.

Massa critica fra le aziende e sinergie con le altre regioni. «Questa - ha affermato Bolzonello, stimolato da Fabrizio Polojaz di Primo Aroma - la strada giusta per accedere a nuove opportunità di finanziamento europeo al di là di quanto già previsto a livello regionale». Il cluster del Caffè è, secondo il vicepresidente della Regione, «un motore di sviluppo, una strada obbligata che è un esempio per gli altri settori della nostra economia, anche per come è stato capace di farsi radiografare mettendo in luce punti di forza e criticità».
Molto bene, ha evidenziato Bolzonello, il lavoro fatto sullo sviluppo complessivo e non solo su quello del prodotto, ovvero produzione ma anche trasformazione. «Un aspetto che dovrà curare l'intero comparto agroalimentare, finora troppo legato all'agricoltura e poco all'industria».

Dall'indagine svolta su Trieste Coffee Cluster (28 aziende, 600 milioni di euro il fatturato 2014) è emerso che il fatturato per singola azienda è in crescita ed ha superato la performance media regionale del settore agroalimentare tanto che, è stato detto, il rating medio delle imprese comprese nel cluster è superiore a quello delle altre realtà alimentari locali.
Dal porto di Trieste, hanno evidenziato i relatori, passa il 25% del caffè rivolto al mercato nazionale e viene prodotto il 15% della quota italiana. Dato ancora più rilevante, è stato rimarcato, l'1,2% della produzione mondiale di caffè viene realizzata proprio nel capoluogo giuliano.