22 ottobre 2018
Aggiornato 22:30

Dalla Regione 50 milioni di euro ai Comuni per le opere pubbliche

Si tratta di risorse regionali pluriennali assegnate subito, o al massimo in un triennio, agli enti locali per sbloccare 79 cantieri
Via libera a 79 opere pubbliche in Fvg
Via libera a 79 opere pubbliche in Fvg ()

TRIESTE - Cinquanta milioni di risorse regionali pluriennali assegnate subito, o al massimo in un triennio, agli enti locali per sbloccare 79 opere pubbliche. Prende corpo il cosiddetto ‘Fondo volano opere’, con una delibera approvata dalla giunta regionale su proposta dagli assessori alle Autonomie locali Paolo Panontin e alle Finanze Francesco Peroni.

Con questa delibera vengono accolte 79 adesioni di Comuni e Province (su un totale di 88) per la conversione di altrettanti incentivi pluriennali già assegnati. «Ciò significa - ha spiegato l'assessore Panontin - che se prima l'incentivo veniva spalmato su più anni, rallentando di fatto la realizzazione delle opere a causa degli stringenti meccanismi del patto di stabilità che bloccava ulteriormente la capacità di spesa, ora i Comuni e le Province potranno chiedere alla Regione di avere le risorse in un'unica soluzione o comunque nel triennio con rate concordate in base allo stato di avanzamento dei lavori». «Si tratta - ha aggiunto l'assessore - di quasi 50 milioni di risorse regionali già assegnate che potranno venir liquidate nel 2016 e che permetteranno di portare a compimento più rapidamente 79 progetti sul territorio regionale per un totale di quasi 67 milioni di euro. Una vera boccata di ossigeno per i nostri Enti locali e per le imprese nel settore dell'edilizia».

L'intervento, che ora si concretizzerà con un accordo tra le direzioni regionali competenti e gli enti locali per definire le modalità di liquidazione dei contributi, deriva dall'approvazione definitiva di fine ottobre del programma triennale 2015-2017, detto ‘Fondo volano opere’, che permette di sbloccare risorse che già erano nelle casse degli enti locali ma che non potevano essere utilizzati per motivi legati al patto di stabilità.
Nella scelta degli interventi ammissibili sono state privilegiate le opere con un maggiore stato di avanzamento o che costituivano il secondo lotto di uno già completato, o infine, che presentassero un importo più basso in modo poter incidere sul maggior numero di interventi possibile.