26 agosto 2019
Aggiornato 00:00
Incontro a Trieste

Terrano, accordo tra Fvg e Slovenia per la tutela come vino del Carso

Sia in Italia che in Slovenia si procederà ad attuare le necessarie procedure a livello nazionale. Ne seguirà da parte dei produttori una richiesta comune per la tutela transfrontaliera del terrano

TRIESTE - «Ben oltre le aspettative». E' unanime il giudizio dato al termine della riunione tecnica che si è svolta venerdì, nel palazzo della Regione a Trieste, sulla vicenda del Terrano, e conclusa con la decisione di avviare «da subito» le procedure necessarie per la tutela transfrontaliera del prodotto come vino del Carso, area geografica a cavallo del confine italo-sloveno. Un iter che si vuole concludere già nel 2016, anche nel caso in cui la Commissione europea dovesse apportare delle integrazioni alla regolamentazione vigente.
All'incontro hanno preso parte, accanto a una delegazione della Regione Friuli Venezia Giulia con l'assessore alle Risorse agricole Cristiano Shaurli, rappresentanti del ministero italiano delle Politiche agricole, del ministero dell'Agricoltura della Repubblica di Slovenia, tra cui il sottosegretario Tanja Strnisa, la console generale slovena a Trieste Ingrid Sergas, e alcuni produttori di Terrano al di qua e al di la del confine.

«Una giornata davvero importante» è il giudizio dato dall'assessore Cristiano Shaurli. «E' l'avvio di un percorso tecnico che avrà altri passaggi, ma segna la volontà della Repubblica italiana e di quella slovena di riconoscere nel Carso, nelle sue caratteristiche e nella sua storia il vero elemento caratterizzante del Terrano».
A supporto del giudizio di Shaurli le parole del sottosegretario Tanja Strnisa: «Già a novembre i ministri Martina e Zidan si sono messi d'accordo affinché la tutela del Terrano venisse ampliata a tutta la zona del Carso, poiché si tratta di un vino che si produce sull'altipiano sia nella sua parte slovena che in quella italiana. In Slovenia il nome del vitigno, dal quale si produce il Terrano è 'refosk', mentre in Italia il vitigno porta il nome 'terrano'. Questa differenza, tuttavia, non rappresenta un problema, visto che anche oggi è stata ribadita la volontà della parte italiana di aggiornare la denominazione per rendere più facile e univoca la tutela transfrontaliera».

Sia in Italia che in Slovenia si procederà ad attuare le necessarie procedure a livello nazionale. Ne seguirà da parte dei produttori una richiesta comune per la tutela transfrontaliera del terrano.
Di fronte a questa sintonia l'assessore Shaurli ha voluto esprimere un ringraziamento al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, all'omologo sloveno Dejan Zidan e ai rispettivi collaboratori per la disponibilità dimostrata.