25 agosto 2019
Aggiornato 02:30
Rischio terrorismo

L'Austria sospende Schengen e il Sap chiede più poliziotti a Trieste

L’invio di 35 militari da dislocare nell’intera zona confinaria è considerata da Tamaro, segretario del Sindacato autonomo, «un’operazione di pura facciata che non serve nulla allo scopo della sicurezza reale»

TRIESTE - Da tempo il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, chiede la sospensione del trattato di Schengen, ritenendolo necessario per poter controllare in maniera più minuziosa gli ‘ingressi’ nel nostro Paese, in concomitanza con eventi internazionali quali l’Expo di Milano e il Giubileo.

«Avevamo chiesto anche un rinforzo di uomini delle forze dell’ordine per poter effettuare controlli seri e accurati lungo tutto il perimetro della zona confinaria, lungo più di 50 chilometri, con la vicina Slovenia – ricorda Lorenzo Tamaro, segretario provinciale Sap –. Avevamo chiesto perfino l’utilizzo dei ‘militari’ per il presidio e il controllo degli obiettivi sensibili come ad esempio Sinagoga, Siot, Porto, ritenendoli più utili in quei compiti che a fianco di poliziotti. Nulla di tutto ciò è stato fatto!». In questo senso, l’invio di 35 militari da dislocare nell’arco delle 24 ore nell’intera zona confinaria di Trieste, è considerata da Tamaro «un’operazione di pura facciata che non serve nulla allo scopo della sicurezza reale».

«E’ sotto gli occhi di tutti infatti – aggiunge il segretario del Sap – che i controlli ‘a campione’ fatti tra un valico e l’altro, non possano costituire il controllo richiesto per situazioni simili a quelle che stanno accadendo, con una minaccia terrorismo che incombe e che vede Trieste come una delle 10 città considerate dal Viminale come possibile obiettivo sensibile. Ora anche l’Austria, come altri Paesi europei, ha deciso di sospendere il trattato di Schengen. E’ ora che si proceda quindi a potenziare Trieste in maniera seria e importante, perché rispetto al 2007, anno della dismissione dei confini, solo la polizia di frontiera di Trieste ha perso 150 uomini».