22 ottobre 2019
Aggiornato 21:00
Vertice a Trieste

Pulizia dei rifiuti dalla grotte carsiche: si parte

«L'importante è partire», ha dichiarato Vito. La prima fase vedrà la Federazione speleologica regionale impegnata a stilare una relazione sullo stato di fatto

TRIESTE - «Una proposta operativa per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti nelle grotte carsiche». E' questa la definizione che l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, ha voluto dare al documento illustrato a Trieste, agli amministratori dei territori interessati dalla presenza di rifiuti nelle cavità del Carso. Attorno al tavolo, a esaminare una bozza articolata in quattro fasi, i rappresentanti di tutti i Comuni della provincia di Trieste e di quattro Comuni del Goriziano, gli assessori competenti delle Province di Trieste e Gorizia, nonché i rappresentanti dell'Arpa, dell'Azienda sanitaria e della Federazione speleologica regionale.

«Un tavolo volutamente ampio - ha spiegato l'assessore Vito - poiché la risoluzione del problema richiede un'ampia condivisione». L'orientamento ha trovato d'accordo gli amministratori locali, pronti ad affrontare un problema pluridecennale che colpisce il territorio. All'amministrazione regionale è dunque arrivato un plauso per aver elaborato una proposta tesa a risolvere la questione, sebbene, come è stato evidenziato, appaia inevitabile come il piano abbia bisogno di ulteriori integrazioni e di un continuo aggiornamento. E proprio per questo motivo Vito ha richiesto la collaborazione dei comuni, affinché «durante le varie fasi vi sia un continuo monitoraggio della situazione e una pronta comunicazione di eventuali problemi che potranno manifestarsi».

«L'importante è comunque partire», ha dichiarato Vito. La prima fase vedrà la Federazione speleologica regionale impegnata a stilare una relazione sullo stato di fatto. Da questa prima raccolta di informazioni si procederà alle due fasi successive, durante le quali Arpa e Azienda sanitaria faranno una valutazione dei rischi e di seguito elaboreranno la caratterizzazione dei rifiuti. Un'operazione non facile, tanto da richiedere una forza lavoro idoneamente preparata e l'utilizzo di dispositivi di sicurezza individuale.
Una formazione specifica per i lavori su fune e un adeguato sistema di sicurezza è previsto anche per l'attuazione dell'ultima fase, durante la quale saranno rimossi e poi smaltiti i rifiuti trovati nelle grotte. Spetteranno ai comuni le procedure amministrative per individuare le ditte competenti per il compimento dell'opera.

«La Regione comunque non lascerà i Comuni da soli – ha rassicurato Vito - poiché offrirà a loro un'assistenza tecnica e in base a una valutazione delle priorità anche una compartecipazione economica». L'assessore ha anche invitato a tenere presente che il piano in questione riguarda l'abbandono di rifiuti che non va frainteso con il problema dell'inquinamento delle matrici ambientali.