26 agosto 2019
Aggiornato 00:00
Durante la visita del presidente Rouhani a Roma

Il Porto di Trieste è ufficialmente partner commerciale dell'Iran

Il Friuli Venezia Giulia e la Repubblica islamica hanno siglato tre specifici documenti di partnership in campo infrastrutturale, espressamente dedicati ai traffici portuali con lo scalo di Trieste

TRIESTE – ‘Industria, infrastrutture, energia e scienza": in questi settori, principalmente, l'Iran, nelle parole del presidente Hassan Rouhani, intende avviare «collaborazioni e investimenti con l'Italia», e a Roma, nell'ampio ventaglio di prospettive di cooperazione tra i due Paesi che la recentissima fine delle sanzioni economiche nei confronti di Teheran ha decretato, il Friuli Venezia Giulia e la Repubblica islamica hanno siglato tre specifici documenti di partnership in campo infrastrutturale, espressamente dedicati ai traffici portuali con lo scalo di Trieste, frutto della recente missione istituzionale che la presidente della Regione Debora Serracchiani ha svolto nelle scorse settimane nella capitale persiana.

«Siamo la prima Regione che oggi sottoscrive accordi con l'Iran, di fronte ai presidenti Matteo Renzi e Hassan Rouhani», ha sottolineato al Campidoglio la presidente Serracchiani a conclusione della cerimonia di sottoscrizione dei documenti ufficiali: «siamo l'unico porto, Trieste, che ha già in tasca un accordo di gemellaggio con uno scalo iraniano, parallelamente a un memorandum con Iran Shipping Lines, che è interessata a collocarsi in Europa e guarda con interesse al capoluogo giuliano».
Dunque, «un grande risultato, una grande soddisfazione», ha successivamente osservato Serracchiani, in quanto non solo consolidiamo il ruolo del porto di Trieste nell'Alto Adriatico ma «ci apriamo alla possibilità di sviluppare ulteriori traffici».

La prima ‘dichiarazione congiunta’ tra Friuli Venezia Giulia, con la presidente Serracchiani, Autorità portuale di Trieste, rappresenta dal commissario Zeno D'Agostino, e Iran Shipping Lines/Irisl, con il suo presidente e amministratore delegato Mohammad Saeidi, conferma (frutto delle riunioni avvenute a Teheran a metà gennaio) che sarà avviato lo studio esplorativo per valutare le possibilità di estendere i servizi marittimi di linea iraniani al porto di Trieste utilizzando navi-madre o ‘feeder’, con l'obiettivo, viene sottolineato nella dichiarazione, «di consentire alle merci di raggiungere l'entroterra europeo via Trieste», rotta «che ha dato prova di essere una soluzione economicamente vantaggiosa e fattibile».

Sempre per quanto riguarda i traffici marittimi tra Golfo Persico e Adriatico settentrionale, Serracchiani, D'Agostino e Saeednejad hanno poi firmato il ‘memorandum of understanding’ per l'incremento degli scambi marittimi e commerciali tra Trieste e Bandar Abbas, lo scalo iraniano situato sullo stretto di Hormuz, con il transito di merci varie in colli e di contenitori, mentre saranno anche attivate sinergie nei settori ambientale, tecnologico e formativo.
Alla luce di questi accordi, «non escludo un'ulteriore presenza del Friuli Venezia Giulia in Iran già nel corso del 2016 – ha rimarcato la presidente della Regione - guardando comunque con altrettanto interesse a sviluppi nei settori nelle infrastrutture, della ricerca e della scienza con la Cina».
«Da oggi siamo partner di un Paese con 80 milioni di abitanti, ricco, che si deve aprire, che ha bisogno sia di importare che di esportare merci e prodotti, per cui il porto di Trieste (che già si trova sulla direttrice di traffico con la Turchia, si trova ora ad essere a livello europeo, e non solo nazionale, lo scalo più avvantaggiato per questo tipo di relazioni», ha affermato il commissario D'Agostino.