10 dicembre 2019
Aggiornato 09:30
L'inchiesta

Contributi percepiti indebitamente per concerti, tre società nei guai

Tre società nel mirino del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Gorizia: danno erariale per 1,6 milioni di euro

GORIZIA - I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Gorizia, al termine di un’operazione di servizio finalizzata alla tutela della spesa pubblica ed al contrasto delle frodi al bilancio locale coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gorizia, hanno scoperto una consistente truffa perpetrata dagli amministratori di tre società, attive nel settore della «programmazione e realizzazione di concerti ed eventi musicali», denunciati per indebita percezione di contributi e truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli indagati – dal 2007 al 2013 – hanno richiesto ed ottenuto contributi pubblici, concessi dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da diverse amministrazioni comunali, anche in Veneto, per complessivi 2 milioni di euro, di cui solo una parte aveva i requisiti per essere concessa ai richiedenti, in virtù del cosiddetto «regime de minimis», regolamentato da specifiche norme europee e recepito dall’ordinamento nazionale.

Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Gorizia hanno consentito di appurare che gli indagati – al fine di ottenere tali «aiuti di Stato» anche in misura superiore alla soglia massima consentita – hanno costituito in tempi diversi tre distinti soggetti giuridici, a nome dei quali sono stati richiesti i contributi. Nel corso delle investigazioni è emerso che una parte delle istanze prodotte per l’ottenimento dei contributi venivano corredate da false attestazioni, generando di fatto un’indebita percezione di contributi, mentre l'altra parte è stata ottenuta presentando istanze a nome di terzi soggetti giuridici interposti al solo fine di aggirare i limiti imposti dalla regola «de minimis», inducendo così in errore la Pubblica Amministrazione erogante. Le conclusive attività investigative svolte dai finanzieri sono state rivolte a quantificare il corrispondente danno erariale pari a 1,6 milioni di euro, che è stato, da ultimo, debitamente segnalato alle competenti Procure Regionali presso le Sezioni Giurisdizionali della Corte dei Conti.