26 agosto 2019
Aggiornato 01:30
Durante la visita di Salvini

Scontro tra antagonisti e polizia: arriva la solidarietà agli agenti coinvolti

Dura presa di posizione del capogruppo di Fi in Consiglio comunale, Lorenzo Giorgi. Il Sap condanna i comportamenti violenti

TRIESTE – La visita di Matteo Salvini ha lasciato una coda di violenza in città. Un gruppo di antagonisti e la polizia si sono affrontati a muso duro in via San Nicolò. La polizia in tenuta antisommossa ha caricato il gruppo di antagonisti (del collettivo di Trieste Antifascista e Antirazzista) che stavano manifestando contro la presenza del leader padano al bar Ferrari. Tutto è cominciato dopo che un dirigente della polizia ha tentato di strappare dalla mano di un manifestante un fumogeno. Sono volate manganellate, calci, pugni, spintoni. Sono state danneggiate alcune moto, divelti e rovinati gli arredi del bar Roma 4, di fronte al quale si è verificato il parapiglia. Alla fine tre agenti sono rimasti feriti.

Un vicenda che non ha mancato di provocare polemiche. Il capogruppo di Fi in Consiglio comunale, Lorenzo Giorgi, ha espresso una posizione dura nei confronti dei manifestanti. «Si definiscono ‘ignorantemente’ paladini della democrazia. Arrivano bardati con stracci rossi e bandiere colorate, gridando slogan e offendendo chi la pensa diversamente da loro. Offendono anche i poliziotti, anzi peggio: li attaccano lanciando sedie e tavolini. Questi delinquenti – aggiunge Giorgi – si riempiono la bocca di parole di cui non conoscono il significato, democrazia in primis, ma invece rappresentano solo e soltanto la deriva antidemocratica del fallimento della loro ideologia. Piena solidarietà quindi non solo alle forze dell'ordine, come sempre ottime, ma anche a tutti noi, normali cittadini, costretti a guardarsi le spalle dai vigliacchi di turno mascherati da ‘giovani’».

Solidarietà agli agenti rimasti contusi arriva dal Sap, il Sindacato autonomo di polizia, attraverso le parole del segretario provinciale Lorenzo Tamaro. «Il Sap esprime piena solidarietà ai colleghi rimasti contusi durante i tafferugli e piena censura a comportamenti violenti come quelli visti nella giornata di martedì».