16 giugno 2019
Aggiornato 21:30
Il sondaggio

Cosolini «cavallo perdente»: Russo invoca le primarie

Guerra interna al Partito Democratico: il senatore silura il sindaco uscente e si propone come suo successore. Uno sconquasso vero e proprio nei dem, che rischia di innescare nuove correnti e faide interne.

TRIESTE – Roberto Cosolini, sindaco uscente di Trieste, sarebbe un cavallo perdente. Lo sospetta il Pd, partito che lo sostiene, lo dice apertamente il parlamentare Francesco Russo, che rendendo note le percentuali di un sondaggio in merito a un confronto diretto tra lo stesso Cosolini e Roberto Di Piazza (probabile candidato per il centrodestra), parla di «sconfitta netta per il centrosinistra» in caso di ballottaggio. Ecco perciò l’autocandidatura di Russo e l’invito al partito a organizzare le Primarie per decidere il candidato del Pd. Nulla di strano, senonché Cosolini aveva già ricevuto l’investitura da parte dei big del partito in Fvg, Debora Serracchiani e Ettore Rosato su tutti. Uno sconquasso vero e proprio nei dem, che rischia di innescare nuove correnti e faide interne. 

Il sondaggio
Russo si è rivolto a Ipsos public affairs, società che ha effettuato 798 interviste. Il dato che emerge è impietoso per l’attuale sindaco: in caso di ballottaggio con Roberto Dipiazza, Roberto Cosolini perderebbe di oltre 10 punti, 45,7% a 54,3%. Non solo. Il 66% del campione ritiene che il nuovo sindaco, chiunque sia, dovrà «cambiare radicalmente il modo di governare la città». Solo il 34% sostiene che c’è da «continuare l’operato del sindaco attuale». I cavalli di battaglia di Russo, riconosciuti anche dagli intervistati, sono il rilancio di Porto Vecchio e la Città metropolitana.

Lo scenario
La risposta del sindaco uscente e del candidato Pd (almeno fino a sabato) è arrivata via Twitter: «Ringrazio PD, coalizione, lavoro avanti per Trieste ma certo non mi tiro indietro a primarie con Russo.#avantitutta». Al di là della dichiarazione social, a Cosolini non è certo piaciuta l’uscita di Russo, arrivata, a suo dire, fuori tempo massimo. Parlare di Primarie a settembre, infatti, avrebbe avuto più senso. Per ora Serracchiani incassa e non commenta la fuga in avanti di Russo, che oltre a sparigliare le carte nel Pd sta creando più di un mal di pancia tra i big regionali. Ormai la strada delle Primarie sembra tracciata: bisognerà capire se oltre a Cosolini e Russo spunterà anche un terzo incomodo. Nel Pd, si sa, le sorprese sono sempre dietro l’angolo.