16 giugno 2019
Aggiornato 20:30
In vista del voto

Primarie il 6 marzo: il Pd si spacca e Serracchiani tifa Cosolini

Botta e risposta a distanza (sui social) tra la governatrice e il senatore «ribelle». Tra i democratici si avvicina la resa dei conti

TRIESTE – Le Primarie per scegliere il candidato sindaco del Pd si terranno il 6 marzo. La resa dei conti all’interno del partito, però, è già cominciata. L’uscita allo scoperto del senatore dem Francesco Russo, per alcuni considerata fuori tempo massimo, ha scompaginato i piani del sindaco uscente e soprattutto di chi, su Roberto Cosolini, aveva puntato. In primis la governatrice Debora Serracchiani e il deputato Ettore Rosato. Ormai ‘guerra’ è stata dichiarata e il vincitore si conoscerà solo il 6 marzo. Certamente la frattura provocata da Russo, in questa fase, non fa bene al Pd. La gente è stanca dei giochetti e delle faide della politica, e invece di approfittare dell’impasse venutasi a creare nel centrodestra (con Di Piazza ancora senza la ‘benedizione’ di Forza Italia) e nel Movimento 5 Stelle (in ballo Paola Sabrina Sabia e Paolo Menis), si è fatto trascinare il un gioco di potere di cui si poteva tranquillamente fare a meno.

Ora, però, le Primarie sono state annunciate e c’è da sperare che non vengano coinvolte comunità di cinesi o bengalesi per incrementare il consenso di uno o dell’altro candidato. Intanto Serracchiani è tornata a schierarsi dalla parte di Cosolini, L’ha fatto con un tweet, nel quale ha scritto: ‘Chi ama Trieste sta con @RobertoCosolini #avantitutta #cosolinisindaco’.

Non si scompone il ‘ribello’ Russo, che su Fb ha affermato: «Le Primarie sono uno strumento straordinario. Spesso non danno il risultato sperato dai vertici di Partito, ma possono essere davvero un volano positivo per tornare a parlare la lingua dei cittadini, per mettersi in discussione e per trovare una sintesi vincente. Lo stiamo vedendo in questi giorni anche a Trieste – ha aggiunto – chi diceva che la mia azione avrebbe indebolito la campagna elettorale del prossimo candidato sindaco si sbagliava di grosso. Centinaia di persone sia alla mia presentazione che a quella di Roberto Cosolini a fronte delle poche decine presenti al lancio della coalizione la settimana precedente.
Ma soprattutto, ed è la cosa che più mi fa piacere, nei bar si è tornato a parlare di politica e del Pd. Siamo tornati noi al centro del dibattito politico cittadino. Ho costretto il mio partito a tornare a dialogare con i cittadini, a confrontarsi a cercare risposte nuove alle loro domande inevase. Questo è il primo risultato di cui sono orgoglioso: non lo si faceva da troppo tempo».