25 settembre 2018
Aggiornato 03:00

Per 'due fronti, una città' al Revoltella

Profughi, regnicoli, internati, fuoriusciti da Trieste e dal Litorale 1915-1918: incontro con lo storico Franco Cecotti
Profughi goriziani del 1946
Profughi goriziani del 1946 ()

TRIESTE - Si parlerà di ‘Profughi, regnicoli, internati, fuoriusciti da Trieste e dal Litorale 1915-1918’ durante l’incontro con lo storico Franco Ceccotti, nell’auditorium del Museo Revoltella, venerdì 4 marzo (inizio ore 18), organizzato dal Comune di Trieste insieme a La Cappella Underground, nell’ambito della mostra ‘Due fronti, una città’.

Il coinvolgimento dei civili nei conflitti ha avuto un’attenzione sempre più ampia nella storiografia degli ultimi decenni, anche grazie agli studi di Franco Ceccotti, autore di vari saggi sui civili nelle guerre mondiali. «Oggi si utilizza la dizione ‘guerra ai civili’ – spiega Franco Cecotti, anticipando che, con l’aiuto di carte geografiche e fotografie, durante l’incontro illustrerà i complessi movimenti dei civili in conseguenza della guerra tra il 1914 e il 1919 – per caratterizzare la seconda guerra mondiale e le guerre a noi contemporanee. I civili in fuga dalle guerre sono oggi protagonisti, loro malgrado, delle preoccupazioni, delle tensioni e delle insicurezze di molti territori, soprattutto extraeuropei, e alimentano un’infinta discussione sulla loro accoglienza, assistenza e gestione tanto nell’Unione Europea che nel Nord America».  

Si può correttamente ritenere che sempre le guerre abbiano prodotto spostamenti di popolazioni dai territori coinvolti o sconvolti dall’attività degli eserciti, ma con il consolidarsi delle guerre di massa, tra ‘800 e ‘900, e con l’uso di armi sempre più distruttive la popolazione è stata coinvolta totalmente, almeno lungo i fronti di combattimento, come si verificò nel corso della prima guerra mondiale.
Nel 1915 molte località dell’Isontino, del Carso goriziano e dell’Istria meridionale furono sgomberate forzatamente e i loro abitanti dispersi in molte regioni della Monarchia austriaca o nel Regno d’Italia. Altri civili furono allontanati con motivazioni politiche e internati per lunghi periodi in luoghi disagevoli e spesso malsani oppure scelsero spontaneamente di allontanarsi seguendo personali progetti irredentisti. Un’attenzione particolare va riservata al destino degli emigrati italiani (noti come ‘regnicoli’) presenti massicciamente a Trieste e nel Litorale, riparati in Italia nel maggio del 1915 o internati dalle autorità asburgiche in appositi campi.
Questi alcuni dei temi che saranno approfonditi venerdì.