17 dicembre 2018
Aggiornato 21:00

Nasceranno a ottobre i primi bimbi concepiti con l'eterologa

Sono andate a buon fine le prime fecondazioni che prevedono un donatore esterno alla coppia: su sei donne che hanno avviato il processo, cinque hanno ottenuto la gravidanza
A Trieste i primi bimbi nati concepiti con l'eterologa
A Trieste i primi bimbi nati concepiti con l'eterologa (fecondazioneeterologa.it)

TRIESTE - Nasceranno a partire da ottobre i primi bambini concepiti con tecniche di fecondazione eterologa all’Irccs Burlo Garofolo di Trieste. Lo ha annunciato il professor Giuseppe Ricci, direttore Clinica Ostetrica e Ginecologica e responsabile del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita, che ha confermato l’esito positivo delle prime fecondazioni eterologhe effettuate all’ospedale materno infantile di Trieste. Su sei coppie che fino a ora hanno avviato il processo, cinque hanno ottenuto la gravidanza.

La fecondazione eterologa (quella che si effettua utilizzando ovociti o spermatozoi donati da una terza persona estranea alla coppia, anonima) è stata autorizzata circa un anno fa in Italia a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, disciplinata in Friuli Venezia Giulia da un decreto della giunta regionale che ne fissa i limiti di età e regolamenta i costi, e materialmente avviata a partire dallo scorso ottobre.
«Delle prime sei pazienti ammesse in questi primi mesi alla fecondazione eterologa – ha spiegato Ricci – cinque donne sono attualmente in gravidanza e le nascite sono attese a partire da ottobre».
Per l’Istituto triestino si tratta di un importante risultato, legato alla qualità e alla tecnica avanzata sviluppata nel corso degli anni. «I risultati ottenuti in questi anni a Trieste sul fronte della fecondazione assistita sono rilevanti – ha confermato Ricci – le performance di successo sono elevate, e si riflettono anche sul tema della fecondazione eterologa. Abbiamo aderito ai protocolli nazionali e attivato tutte le procedure necessarie non appena è stato permesso dalle norme nazionali, dal decreto applicativo regionale e dagli aspetti tecnici di reperimento dei gameti: i risultati oggi sono concreti».

Un successo di squadra, che comprende un gruppo di ginecologi, Leo Fischer, Gabriella Zito, Kristina Skerk, Giulia Magoga e un gruppo di biologhe, Elena Giolo, Monica Martinelli, Stefania Luppi, Rita Boscolo. Solo una perfetta integrazione fra medici che operano sulle pazienti e biologhe che lavorano in laboratorio consente di ottenere risultati eccellenti in questo delicato settore della fecondazione assistita. Peraltro, molti altri operatori e strutture dell’Istituto contribuiscono ogni giorno, direttamente o indirettamente, al mantenimento e allo sviluppo di questa attività.
I risultati riguardano anche la capacità di attrazione dell’Irccs Burlo Garofolo sul tema della fecondazione assistita, omologa e oggi anche eterologa: «Un Istituto di terzo livello come il nostro – ha spiegato il direttore generale, Gianluigi Scannapieco - sta lavorando con grande impegno per fare leva sulle tecniche di fecondazione assistita al fine di attrarre pazienti: i risultati sono incoraggianti, abbiamo centinaia di richieste di avviare le procedure di fecondazione eterologa da coppie provenienti da tutta Italia, e questo è un indicatore di qualità e di futuro sviluppo per l’Istituto. Alle richieste che ci giungono attraverso il sistema sanitario nazionale si aggiunge anche una lunga lista di attesa, oltre 120 coppie, che chiedono di accedere al servizio di fecondazione eterologa ‘non Lea’, ovvero sostenendone l’intero costo».

Il Friuli Venezia Giulia, dopo la Toscana, è la seconda regione italiana ad aver concretamente avviato la fecondazione eterologa disciplinata sulla base dei Lea, ovvero come procedura prevista dal servizio sanitario regionale: vi possono accedere coppie la cui donna non abbia superato i 43 anni di età e che non abbiano già eseguito gratuitamente nel sistema sanitario più di due tentativi di fecondazione in vitro, e il costo del procedimento, se portato avanti fino alla fine, non supera i 500 euro.
L’Irccs Burlo Garofolo intende eseguire la fecondazione eterologa anche nelle coppie che non rientrano nei criteri Lea e ha già avviato anche queste procedure.