25 settembre 2018
Aggiornato 03:00

«Per cambiare la città di Trieste e la sua classe dirigente»

L’appello del senatore Francesco Russo, che domenica 6 marzo sfida alle Primarie l’altro candidato del Pd, Roberto Cosolini. Tra i suoi cavalli di battaglia, Porto Vecchio e Città Metropolitana
Francesco Russo
Francesco Russo ()

TRIESTE - Un modo nuovo di immaginare la città Trieste nel futuro. E’ la proposta che il senatore Pd Francesco Russo fa a pochi giorni dalla Primarie per scegliere il candidato sindaco di Trieste (qui tutte le informazioni sul voto). Una scelta di discontinuità rispetto al recente passato, in opposizione a chi, nel Partito Democratico, ha avuto la responsabilità di governare il capoluogo giuliano negli ultimi anni.

Domenica 6 marzo ci saranno le Primarie: uno strumento che lascia la scelta del candidato non ai partiti ma ai cittadini.
«Le Primarie rappresentano un atto costitutivo del Pd, ciò che lo rende un partito ‘unico’, dando la possibilità di far decidere direttamente i cittadini. L’articolo 18 del nostro Statuto lo prevede e sono lieto che siano state convocate anche a Trieste in un momento di difficoltà per il centrosinistra in città. Preferisco che la scelta del candidato sia fatta da 5 o 6 mila persone piuttosto che da pochi appartenenti al partito». 

Trieste si trova in un momento decisivo, tra rilancio del Porto Vecchio, ipotesi di Città Metropolitana e nuova centralità turistica. Su cosa punterà se dovesse essere lei il candidato sindaco del Pd?
«In questi anni mi sono concentrato su due cose in particolare: innanzitutto ho consentito di sbloccare, dopo 40 anni, il Porto Vecchio, grazie a un emendamento alla Legge di Stabilità dello scorso anno. Con la sdemanializzazione di quell’area, Trieste potrà attrarre, nei prossimi anni, investimenti per 5 miliardi di euro. C’è poi la questione della Città metropolitana, che potrà ridare a Trieste quel ruolo di piccola grande capitale europea negato dalla storia. Un’opportunità per superare il fallimento dell’attuale riforma delle Uti, aprendo a una semplificazione amministrativa e politica, e potendo contare su maggiori risorse europee. Soldi spendibili per risolvere i problemi concreti dei cittadini: per sistemare le strade, per incentivare l’edilizia popolare, per migliorare il decoro urbano».

Teme di più Cosolini o Dipiazza?
«So che in questo momento la città ha un forte bisogno di cambiamento ed è proprio questo che mi ha spinto a candidarmi. Ho intenzione di cambiare lo stile della politica cittadina e i suoi volti: ecco perché sia Cosolini che Dipiazza, generazionalmente, esprimono un’idea di città diametralmente opposta rispetto alla mia».

Perché gli elettori dovrebbero partecipare alle Primarie e  votare per lei?
«Ai triestini dico che è arrivato il momento di cambiare: se sono contenti della città sanno per chi votare. Se invece, come credo, vedono i limiti delle cose fatte negli ultimi anni e sperano in una classe dirigente rinnovata, allora domenica hanno l’opportunità di cambiare le cose. Un voto per costruire la città del futuro».