10 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Cinguettando nell'orto, nuovo appuntamento a Trieste

Grande successo con 50 presenze al primo incontro del Corso gratuito, pratico e teorico con uscite sul territorio cittadino aperto a tutti per conoscere e riconoscere l'aviofauna
Turdus pilaris
Turdus pilaris (Wikipedia)

TRIESTE - Grande successo con il primo incontro per conoscere e riconoscere l'aviofauna 'Cinguettando nell'orto'. Sono già cinquanta le persone iscritte al corso per avvicinarsi all'avifauna locale, una trentina delle quali pronte ad alzarsi alle 6 del mattina per effettuare le gite nel bosco urbano (Boschetto, Parco di San Giovanni, Borgo San Sergio). 

Perchè un corso sull'aviofauna?
La maggior parte delle specie di uccelli legati all’ambito agricolo sta subendo, non soltanto in provincia di Trieste, ma in tutta Europa, un forte calo demografico dovuto a molti fattori, tra cui la scomparsa di habitat adatti alla nidificazione, un inquinamento chimico derivato dall’uso di pesticidi, un anomalo, ma graduale aumento di specie predatorie quali la cornacchia grigia - dovuto anche a foraggiamento indiretto da parte dell’uomo - e non da ultimo l’abbandono dell’attività agricola in sé, con la banalizzazione del paesaggio agricolo e la relativa diminuzione di biodiversità. Da qui, il corso pratico e teorico con uscite sul territorio cittadino 'Cinguettando nell'orto' per conoscere e riconoscere l'aviofauna, il cui secondo incontro gratuito, aperto a tutti e per tutti, si terrà venerdì 4  marzo alle ore 17.30 presso il Lab 15 di via Valdirivo 15, piano terra a Trieste. 

L’obiettivo
Le attività legate al progetto degli 'Orti Urbani' mirano a ricucire in particolare lo strappo avvenuto fra uomo e attività agricola, con molta attenzione alla produzione di ortaggi ecosostenibili per il proprio consumo. Tutte le attività agricole hanno però indirettamente anche un effetto sulle componenti naturali selvatiche che frequentano e dipendono proprio da tali ambienti, spesso inseriti dentro un contesto urbano o perturbano e che per questo fanno da raccordo fra l’ambiente selvatico carsico e quello cittadino.