21 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Parcheggi di largo Niccolini: «A pagare sono sempre e solo i cittadini di Trieste»

Il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle, Paolo Menis, denuncia la situazione venutasi a creare a tre anni dalla fine dei lavori
La zona delle case Ater di Trieste
La zona delle case Ater di Trieste (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «È molto grave che, a quasi tre anni dalla fine dei lavori, i parcheggi delle case Ater di largo Niccolini non abbiano ancora ottenuto il certificato di prevenzione incendi e quindi la necessaria agibilità che riguarda i 37 posti di pertinenza degli alloggi e i 90 posti che il Comune gestirà a rotazione attraverso Esatto. Un ritardo causato dalla lentezza nel completamento delle modifiche relative alle dotazioni antincendio. È una situazione che sta provocando danni e disagi. Danni per il Comune che non può né inaugurare i parcheggi a pagamento né attivare le agevolazioni per i residenti. E disagi per ben 37 famiglie, molte con disabili, costrette a parcheggiare lontano da casa».
Il candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle Paolo Menis, mette in luce le difficoltà della giunta Cosolini nel completare la struttura di largo Niccolini.

«Sia chiaro, non tutti i cantieri sono ‘facili’, chi lavora sbaglia. Ma chi sbaglia paga - sottolinea Menis -. Non è accettabile che a pagare siano sempre e solo i cittadini di Trieste. Come se non bastasse non sono ancora stati dati in locazione i tre fori commerciali della struttura. Oltre all’evidente danno economico – sottolinea – in largo Niccolini c’è un «vuoto» cosmico riempito, diciamo così, da piccoli gruppetti di balordi che soggiornano indisturbati, sporcano, imbrattano muri e spacciano droga. Basterebbe invece aprire i tre negozi per ridare il giusto decoro all’intera area».

«Infine non si può certo sostenere che la struttura sia stata fatta a opera d’arte. La scala condominiale e i ballatoi di accesso agli appartamenti sono aperti alle intemperie - ricorda Menis -. Purtroppo è stata scelta una soluzione architettonica che consente, infatti, all’acqua di entrare fino dentro alle abitazioni che, in sostanza, hanno tutte l’ingresso su un’area aperta. Persino l’accesso all’edificio è veramente inguardabile – conclude il candidato sindaco - con due portoni in alluminio anodizzato e un piccolo atrio aperto dove si accumulano sporcizie di ogni genere».