17 dicembre 2018
Aggiornato 06:30

La denuncia dei sindacati: «L'apparato sicurezza è al collasso»

Polizia di Stato, Polizia penitenziaria e Vigili del Fuoco della provincia di Trieste operano con mezzi antiquati, con poco personale e con dotazioni inadatte alla situazioni di emergenza.
Dotazioni inadeguate per Polizia e Vigili del Fuoco
Dotazioni inadeguate per Polizia e Vigili del Fuoco (Sindacato autonomo polizia)

TRIESTE – Hanno il compito di proteggere i cittadini e di intervenire in caso di emergenza. Però, ultimamente, hanno difficoltà a operare con efficacia per l’inadeguatezza dei materiali a loro disposizione e per la carenza di personale. A sollevare la questione sono i sindacati autonomi di Polizia di Stato (Sap), Polizia penitenziaria (Sappe) e Vigili del Fuoco (Conapo) della provincia di Trieste.
Le tre sigle, che insieme costituiscono la ‘Consulta sicurezza’, denunciano con forza ciò che definiscono una «grave ‘debilitazione’ dell’apparato sicurezza» anche nella provincia di Trieste

La Polizia penitenziara deve fare i conti con un carcere sovraffolato (la casa circondariale del Coroneo attualmente ospita 204 detenuti, 117 dei quali stranieri, su una capienza regolare di 139), la Polizia di Stato e Vigili del Fuoco con una carenza di organico, causata da un adeguato turn-over, e un parco mezzi ormai vecchio (il 30% delle auto di servizio sono ferme per riparazioni con chilometraggi che superano quota 300 mila).
Tutto ciò, spiegano i segretari provinciali Lorenzo Tamaro, Corrado Venturati e Alessandro Pradel, «crea delle situazioni di ‘insicurezza’ sul lavoro e non rende possibile un servizio adeguato».

Il resoconto fatto dalle sigle sindacali è impietoso: «Le dotazioni della Polizia di Stato sono costituite da giubbotti antiproiettile con scadenza 2015, caschi per l’ordine pubblico risalenti a ‘Italia ‘90’ e armamento con anno di costruzione del 1978/79, uniformi vecchie e logore». Non va meglio alla Polizia penitenziaria, con «dotazioni carenti, se non inesistenti, per fronteggiare detenuti con patologie contagiose tipo Hiv», e ai Vigili del Fuoco, con materiali «vecchi e anacronostici, bisognosi di urgenti modernaizzazioni».
A tutto questo si somma un contratto del lavoro fermo al 2009. In questi condizioni, è davvero possibile garantire la sicurezza dei cittadini o essere pronti a intervenire in caso di emergenza? Qualche dubbio resta…