25 giugno 2018
Aggiornato 21:00
Economia | Indagine Ires Fvg su dati Istat del quarto trimestre

Occupazione 2015 in Fvg: +0,1%. Trieste traina la crescita, Udine in calo

Persi in regione quasi 24 mila lavoratori dal 2007. Nel capoluogo giuliano +2,5% in termini di posti di lavoro. Bene il terziario, soffre ancora l'edilizia

Buone indicazioni dal mondo del lavoro in FVg (© Shutterstock.com)

TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia nell’ultimo trimestre del 2015 si è registrato un aumento dell’occupazione su base tendenziale pari a 8.400 occupati (+1,7%) rispetto allo stesso periodo del 2014, quando si era toccato il punto più basso dal 2003 (485.600 unità). Lo evidenzia la rielaborazione Ires Fvg su dati Istat curata da Alessandro Russo.
Nell’ultima parte dell’anno si è dunque confermata una ripresa dell’occupazione, trainata dall’incremento delle nuove assunzioni a tempo indeterminato (+110% su base annua in regione), che ha compensato l’andamento negativo del primo semestre. Il numero medio di occupati nel 2015 si attesta così a 495.600 unità (+0,1% sul 2014).

A Trieste l’occupazione cresciuta del 2,5%
Si può osservare che per il terzo anno consecutivo il livello dell’occupazione in Fvg si è mantenuto ai livelli più bassi dall’inizio della crisi, al di sotto delle 500 mila unità. Rispetto al 2007, quando erano quasi 520 mila, nell’ultimo anno si registrano in regione circa 23.500 occupati in meno (-4,5%, il risultato peggiore tra le regioni del Nord).
A livello provinciale, sempre nel 2015, Udine presenta la flessione più sensibile del numero di occupati (-1,7%, 3.700 unità in meno rispetto all’anno precedente); risulta invariato il dato di Gorizia (-0,1%). Pordenone (+1,6%) e soprattutto Trieste (+2,5%) evidenziano invece una crescita dell’occupazione.
Il risultato del Fvg è sostanzialmente in linea con quello del Nord Est (-0,1%), mentre a livello nazionale si osserva un incremento dell’occupazione che sfiora l’1% (+0,8%).
«Che il recupero nell’ultima parte dell’anno sia stato determinato dal forte incremento delle nuove assunzioni a tempo indeterminato – osserva Russo – è confermato anche dall’andamento positivo dell’occupazione dipendente (+3.400 unità), mentre quella indipendente risulta in calo (-2.700). Nel 2015 si è in effetti registrato un crollo delle nuove aperture di partite iva (-11,8% rispetto al 2014), fenomeno che ha riguardato prevalentemente giovani lavoratori autonomi, soprattutto nei servizi».

Bene il terziario, anche crisi per l’edilizia
In regione, inoltre, risulta penalizzata l’occupazione femminile (-0,9% su base annua), mentre quella maschile è in aumento in misura speculare (+0,9%). Per quanto riguarda i settori produttivi, nel 2015 solo nel terziario si osserva un risultato nettamente positivo (quasi 6 mila occupati in più rispetto all’anno precedente); l’industria mostra una sostanziale tenuta (+0,2%), mentre l’edilizia (-4,2%) e il raggruppamento che comprende commercio, alberghi e ristoranti  (-3,7%) presentano ancora dei risultati negativi.
Nell’ultimo trimestre dello scorso anno il numero di disoccupati è sceso a 36.700, il valore più basso degli ultimi due anni e mezzo. Il numero medio di persone in cerca di occupazione nell’intero anno 2015 si attesta comunque in media a 43.100, risultato analogo a quello dell’anno scorso (erano 43mila). Si può dunque osservare che la crescita del numero di disoccupati, che nella nostra regione è proseguita ininterrottamente dal 2008 al 2014, nel 2015 sembra arrestarsi. Per quanto detto in merito alle dinamiche dell’occupazione si riscontra inoltre una accentuazione della disoccupazione femminile che, sempre nella media 2015, ha toccato il valore più elevato dal 1998, con quasi 23mila donne in cerca di occupazione in regione.

Disoccupazione femminile al 10%
Il tasso di disoccupazione Fvg nel 2015, come nell’anno precedente, è rimasto pari all’8%, il valore più elevato nel Nord Est. Il tasso di disoccupazione femminile sfiora il 10% (9,7%), quello maschile è invece sceso sotto il 7% (6,7%).
Nell’ultimo anno il tasso di occupazione (ossia il rapporto percentuale tra il numero di occupati e la popolazione nella fascia di età 15-64 anni) è cresciuto dal 63,1% al 63,7%. L’incremento è dovuto però essenzialmente all’andamento relativo alla classe di età più elevata (55-64 anni), che aumenta di 5 punti percentuali (da 44,8% a 49,9%), mentre tra i giovani si registrano ancora flessioni.
Sempre nel 2015 il tasso di disoccupazione giovanile, che si calcola nella fascia 15-24 anni, è in effetti aumentato dal 27,1% al 28,7%.
Se si confronta infine il 2007 (l’ultimo anno prima della crisi) con il 2015, tale tendenza è ancora più marcata, con una diminuzione del tasso di occupazione per gli under 35 pari a oltre 10 punti percentuali.