18 agosto 2018
Aggiornato 16:05

Da Trieste tecnica unica in Italia per combattere il tumore della testa e del collo

A poche ore dalla 2^ Giornata mondiale di prevenzione otorinolaringoiatrica – venerdì 1 aprile 2016 - arriva la notizia di una nuovissima tecnica operatoria, riconosciuta dalla principale rivista mondiale di settore, Oral Oncology.
Il dottor Giancarlo Tirelli
Il dottor Giancarlo Tirelli (Ufficio stampa Volpe&Sain)

TRIESTE -  Si stima che in Europa i casi di tumore della testa e del collo siano 140 mila e oltre 65 mila decessi legati a questa patologia. In Italia, ogni anno si registrano circa 12 mila nuovi casi, la maggior parte dei quali nel sesso maschile. I tumori della testa e del collo rappresentano la quinta neoplasia più diffusa in Italia e la stima dei pazienti colpiti da questa neoplasia è di circa 100 mila casi. Il Nord Italia è la zona in cui i tumori della testa e del collo sono maggiormente diffusi, con una prevalenza nell’area del Nord Est dove si registrano circa 400 nuovi casi all’anno solo in Fvg. Il principale fattore di rischio è rappresentato dal fumo di sigaretta, sigaro e pipa che diventa ancora più determinante e pericoloso quando si associa al consumo di alcool. Altri fattori quali la scarsa igiene orale e l’esposizione tramite contatto sessuale al papilloma virus contribuiscono a favorirne l’insorgenza in massima parte a livello dell’orofaringe. La percentuale di tumori HPV correlati è sostanzialmente aumentata: nel 1980 solo il 16% dei pazienti con tumore della gola risultava HPV positivo mentre negli anni 2000 la percentuale è salita al 73%.

Da Trieste una tecnica unica in Italia
A poche ore dalla 2^ Giornata mondiale di prevenzione otorinolaringoiatrica – venerdì 1 aprile 2016 -  arriva la notizia di una nuovissima tecnica operatoria,  riconosciuta dalla principale rivista mondiale di settore, Oral Oncology. Il chirurgo udinese Giancarlo Tirelli con la sua equipe, ha infatti sviluppato alla clinica Otoiatrica di Cattinara-Trieste una tecnica unica in Italia: non si tratta semplicemente di un fatto 'tecnico', ma di concreta possibilità di incidere sulla vita dei pazienti e il decorso post operatorio. La tecnica operatoria sviluppata dal prof. Tirelli è la prima a basarsi sull'uso della tecnologia NBI in diretta, in sala operatoria,  abbinata alla chirurgia mini invasiva, anche questa di avanguardia. NBI è un nuovissimo sistema di video-endoscopia che consente di individuare i tumori della testa e del collo addirittura quando non sono ancora visibili all’occhio umano anche con endoscopi ad alto ingrandimento.

Di cosa si tratta
Il macchinario si compone di un sistema ottico detto NBI–Narrow Band Imaging, presente attualmente nella configurazione più aggiornata in pochi centri in Italia, che consente di identificare alterazioni della mucosa quando sono ancora in fase precancerosa quindi non ancora tumorale permettendo inoltre di valutare l’esatta estensione della lesione fondamentale per esaminare gli aspetti prognostici oltre che per effettuare una corretta decisione terapeutica.  L'innovazione della tecnica consiste nel fatto che per la prima volta la chirurgia mini invasiva viene associata in fase intraoperatoria alle peculiarità offerte dalla tecnologia NBI- Narrow Band Imaging (NBI) per la resezione dei tumori della bocca e della gola. La tecnologia NBI guida in diretta il chirurgo nella decisione importantissima di quali tessuti asportare per garantire una resezione completa e radicale del tumore, comprese quelle aree di mucosa malate che altrimenti non risulterebbero visibili a occhio nudo. La resezione chirurgica risulterà così «tailored», ovvero modellata su misura e con precisione  rispetto al fronte di avanzamento infiltrativo del tumore tenendo sotto controllo visivo i suoi margini anche in quelle aree dove, senza tecnologia NBI non risulterebbero apprezzabili. Il risultato è di riuscire a eliminare il tumore risparmiando massimamente i tessuti considerati sani dal NBI.  Il secondo obiettivo dell’abbinamento NBI-miniinvasiva è ridurre i rischi che il tumore si rigeneri e si ripresenti;  il rischio molto elevato di recidiva nei tumori della cavità orale che può arrivare al 50% pare causato dalla persistenza di nidi cellulari lasciati in sede dal chirurgo in quanto non visibili allo stesso; la tecnologia NBI evidenziando aree pericolose non sospette ne permette l’eliminazione in fase intraoperatoria garantendo un minor numero di recidive e una maggior possibilità di guarigione definitiva.