15 novembre 2018
Aggiornato 15:30

Di Maio a Trieste promette un taglio agli sprechi con un sindaco 'grillino'

Successo per l'arrivo del vicepresidente della Camera in città, a sostegno della candidatura di Paolo Menis. Durante l'incontro di è parlato anche si Porto Vecchio e di Ferriera
Di Maio e Menis a Trieste
Di Maio e Menis a Trieste (Ufficio Stampa Menis)

TRIESTE - Una sala affollata, con molte persone che sono dovute rimanere fuori, ha accolto il dibattito tra il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Paolo Menis e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.
L’appuntamento è stato l’occasione per parlare sia di temi nazionali che di alcuni temi caldi che riguardano Trieste, con Di Maio che ha investito ufficialmente Menis della candidatura a sindaco della città, affermando che Trieste per il MoVimento 5 Stelle è, per importanza, pari a Roma, Milano, Torino, Napoli.

L’incontro si è aperto con la marcatura della differenza tra il M5S e i partiti tradizionali: «Noi non facciamo campagna elettorale solo quando ci avviciniamo alle elezioni – ha debuttato Menis – ma noi siamo sempre in mezzo alla gente grazie ai banchetti e al rapporto diretto con i cittadini, che sanno che possono contare su di noi 365 giorni all’anno».
Ovazione per Di Maio quando ha parlato dei soldi recuperati alla Camera, tagliando spese e revocando contratti clientelari da milioni di euro e che afferma: «Quando il MoVimento 5 Stelle entra in una qualsiasi amministrazione vuole vedere il bilancio e cercare di capire dove sono gli sprechi e dove si possono tagliare le spese. Anche Menis quando arriverà in Comune farà questo: abbatterà i costi e prenderà i soldi da dove non servono per fare delle cose per questa città, per investire in servizi e usare quel denaro dove è necessario». Il candidato sindaco ha ricordato di quando il MoVimento ha provato a far dimezzare l’indennità di presenza dei consiglieri comunali a Trieste, proposta bocciata, ma che avrebbe garantito un risparmio di 300 mila euro all’anno al Comune.

Trovandosi a Trieste, è stato impossibile non parlare di Ferriera: il moderatore Flavio Furian ha chiesto a Menis cosa farebbe se diventasse sindaco. Il portavoce del M5S ha risposto così: «Il sindaco può intervenire, ma per intervenire servono gli attributi. Abbiamo presentato una mozione urgente per chiedere la revisione dell’Aia, cosa che il sindaco può fare, ma il consiglio comunale ne ha bocciato l’urgenza, quindi non ne potremo parlare. Quando si fanno interventi sulla Ferriera ci rimproverano di essere strumentali… Ma quando sento l’attuale sindaco dire che se fosse stato più duro con le ordinanze nei confronti della Siderurgica Triestina, l’azienda avrebbe fatto sicuramente ricorso al Tar, io mi sento di rispondere che se l’avesse fatto sicuramente avrebbe avuto 5 o 6 mila persone in più al suo fianco».

Su Porto Vecchio è arrivata una domanda dal pubblico e Menis sul tema ha le idee chiare: «Porto Vecchio è una sfida per tutti. È certo che l’area vada recuperata ma la priorità deve essere potenziare il Punto Franco internazionale che è una peculiarità di questa città e va sfruttato facendo finalmente i decreti attuativi, cosa che avevamo già chiesto nel 2012. In quell’area, che è un settimo della città, non si possono fare residenze, ma vanno insediate delle attività economiche, aziende che producano in maniera pulita; anche l’Università potrebbe trovare casa lì o le istituzioni scientifiche. Ma devono essere i triestini a scegliere cosa fare dell’area, non il Sindaco, non i partiti».