Eventi & Cultura | Mercoledì 13 aprile, alle 18

Science&theCity: nuovo appuntamento sui Cibi

I relatori racconteranno anche di come affrontano il problema degli Ogm i Paesi più poveri, Africa e Sudamerica, e di come le nuove tecnologie della genetica offrono oggi prospettive innovative che consentono di modificare il dna in maniera sicura

Proseguono gli appuntamenti del festival della scienza
Proseguono gli appuntamenti del festival della scienza (Science&theCity)

TRIESTE - Dopo il sold out del primo appuntamento, prosegue mercoledì 13 aprile, al Ridotto del Teatro Verdi, la terza edizione di Science&theCity, il ciclo di incontri di divulgazione scientifica ideato da ICGEB, il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, che opera dal 1987 in Area di Ricerca (sede della Direzione Generale), oltre che a New Delhi e Cape Town, sotto la direzione generale di Mauro Giacca, La manifestazione – realizzata con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, il contributo del Comune di Trieste, le media-partnership di RAI e del quotidiano Il Piccolo - racconta la scienza al pubblico dei non addetti ai lavori attraverso il dialogo a più voci con una serie di esperti nazionali e internazionali.

Mercoledì 13 aprile, sempre alle 18
Si tornerà su un tema che non cessa la sua attualità: «Cibi Ogm, cosa succede in giro per il mondo». Mais, cotone, soia modificati geneticamente rappresentano una realtà ormai planetaria. Tuttavia, sono fonte di dibattito acceso e spesso disinformato in Europa e, in particolare, nel nostro Paese. I cibi Ogm fanno male alla salute? E all’ambiente? Sono economicamente più sostenibili delle culture tradizionali? E ancora: possono davvero risolvere il problema della carenza di cibo a livello planetario? A queste e a numerose altre domande daranno risposta i tre eminenti studiosi protagonisti dell’incontro. Il docente ordinario di Genetica all’Università di Udine Michele Morgante, il Rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Professore ordinario di fisiologia vegetale Pierdomenico Perata e la responsabile delle attività di Biosafety dell’ICGEB Wendy Craig – che coordina i programmi di formazione dell’ICGEB rivolti ai legislatori dei Paesi africani relativi all’uso delle biotecnologie agrarie - racconteranno anche di come affrontano il problema degli Ogm i Paesi più poveri, Africa e Sudamerica, e di come le nuove tecnologie della genetica offrono oggi prospettive innovative che consentono di modificare il dna in maniera sicura.

L’ingresso agli incontri è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si consiglia di arrivare con un po’ di anticipo per assicurarsi l’ingresso in sala.