19 novembre 2018
Aggiornato 00:00

Trieste: al via la seconda edizione di 'Vandalo? No, writer?'

L'iniziativa nasce dall’esigenza di sensibilizzare le giovani generazioni alla cura e al rispetto della cosa pubblica
Seconda edizione per il progetto 'Vandalo? no, writers'
Seconda edizione per il progetto 'Vandalo? no, writers' (Shutterstock.com)

TRIESTE – Ha preso il via la seconda edizione di ‘Vandalo? No, writer!’, progetto di alternanza scuola lavoro promosso e finanziato dall’amministrazione provinciale in collaborazione con ‘La Collina società cooperativa sociale Onlus’.

«L’iniziativa, che nasce dall’esigenza di sensibilizzare le giovani generazioni alla cura e al rispetto della cosa pubblica – ha ricordato Adele Pino, assessore provinciale alla Cooperazione sociale e programmazione scolastica –  attraverso conversazioni informali, attività di ricerca-azione sul campo e laboratori, dimostra come  la street-art, opportunamente utilizzata, possa diventare strumento di recupero di spazi urbani sottoutilizzati  o in cerca di una nuova identità e nel contempo svolgere un ruolo di responsabilizzazione civica dei giovani».
Questo il commento di Stefania Grimaldi, responsabile progetti della Cooperativa Sociale La Collina. «Il progetto – ha spiegato -  si inserisce all'interno di una delle mission che la nostra cooperativa porta avanti da tempo con passione e determinazione: mettere in contatto scuola e impresa sociale e innescare così cambiamenti culturali capaci di contribuire allo sviluppo del territorio. Protagonisti sono i giovani che conservano anche in questo caso un ruolo primario nei processi di crescita della comunità».

Cinque le fasi nelle quali si articola il progetto educativo,  al quale hanno aderito una cinquantina di studenti degli istituti superiori Deledda-Fabiani, Edilmaster, Galvani-Nautico e Nordio e che gode anche quest’anno della collaborazione del writer professionista di livello internazionale Federico Duse. Il punto di partenza è lo studio, con alcune ore dedicate all’approfondimento  dell’architettura e storia dell’arte della città, alla definizione e all’utilizzo del modello d’impresa della cooperazione sociale e alle tecniche di co-progettazione. Particolare importanza in questa prima fase sarà data, con la collaborazione dell'architetto Federica Rovello, al rispetto del bene comune e la negatività di azioni vandaliche o di imbrattamento degli edifici sull'immagine turistica della città. La seconda fase consiste nella scoperta dei murales e degli interventi di arte urbana già presenti a Trieste a partire dal parco di san Giovanni e dalla celebre scritta ‘la verità è rivoluzionaria’. Con la terza fase gli studenti entrano nel vivo della progettazione e realizzazione di un murales, mentre nella quarta fase scenderanno in campo per un’operazione di pulizia collettiva delle mura imbrattate del liceo Carducci, in via Corsi n. 1 a completamento dell'importante recupero di Largo Panfili attuato dal Comune di Trieste. Al termine, la quinta fase, consiste in un evento pubblico di presentazione dei risultati con tanto di inaugurazione delle facciate pulite e concerto rap con la collaborazione di Pino Roveredo.

Partner del progetto sono Reset società cooperativa sociale onlus, la casa dell’Arte di Trieste,  le associazioni culturali Manifetso2020 e Melart e Radio Fragola che gestirà prevalentemente gli eventi musicali e le interviste sul campo.