Cronaca | Salute dei cittadini

Un laser al Tullio per la Clinica Urologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria

La donazione è stata effettuata dalla Fondazione CRTrieste. Grazie a questa apparecchiatura, si potranno effettuare più interventi e quindi saranno ridotte le liste di attesa

L'apparecchiatura donata da CRTrieste
L'apparecchiatura donata da CRTrieste (CRTrieste)

TRIESTE - È stato presentato alla stampa il laser al Tullio per il trattamento dell’ ipertrofia prostatica benigna (Ipb), donato dalla Fondazione CRTrieste alla Clinica Urologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria ‘Ospedali Riuniti di Trieste’ (sarà utilizzato nella Day Surgery dell’Ospedale Maggiore). 
Erano presenti Nicola Delli Quadri, Commissario straordinario Azienda Ospedaliera - Universitaria ‘Ospedali riuniti di Trieste’, Emanuele Belgrano, direttore uscente della Clinica Urologica insieme a Carlo Trombetta, direttore entrante dal 1° maggio, e Lucio Delcaro, vicepresidente del cda della Fondazione CRTrieste, che ha subito rimarcato il significato di questa donazione: «Il laser chirurgico al Tullio donato dalla Fondazione CRTrieste è un'apparecchiatura importantissima, che permetterà di affrontare gli interventi alla prostata evitando in molti casi approcci più invasivi, con evidenti ricadute benefiche sulla salute dei triestini, che da oggi non dovranno più recarsi altrove per sottoporsi a questo trattamento». 

Attrezzature simili sono già in uso nelle strutture ospedaliere di altre province della regione, e da ora sarà disponibile anche a Trieste. Il laser al Tullio donato permetterà il trattamento, con metodologia meno invasiva, dell'ipertrofia prostatica benigna (Ipb), ovvero un aumento benigno del volume della prostata. Una patologia che si presenta nella maggior parte degli uomini con l’avanzare dell’età, soprattutto dopo i 60 anni, come una naturale evoluzione della ghiandola prostatica. Nello specifico, l'Ipb colpisce il 5-10% degli uomini di 40 anni di età, e fino all'80% degli uomini tra 70 e 80 anni. Tuttavia il numero dei soggetti in cui la Ipb diventa sintomatica, cioè costituisce effettivamente un disturbo, è circa la metà. Questa patologia può causare, infatti, difficoltà ad urinare perché ostacola lo svuotamento della vescica causando disturbi, influenzando negativamente la qualità di vita delle persone che ne soffrono e costringendo spesso i pazienti all’utilizzo del catetere vescicale.

La prostata crescendo con il passare degli anni occlude il canale urinario che la attraversa  impedendo lo svuotamento vescicale. Inizialmente i disturbi urinari possono essere controllati con la terapia medica, ma spesso  l’ostruzione deve essere corretta chirurgicamente. L’obiettivo dell’intervento  è quello di rimuovere il tessuto prostatico. Ormai da molti anni questa disostruzione viene eseguita con intervento endoscopico. Quando però il volume prostatico è superiore ad una soglia di 80-90 cc è necessario un intervento chirurgico a cielo aperto con tempi di degenza elevati e maggiore invasività.
Il Laser al Tullio è una tecnologia innovativa, che permette un intervento mini-invasivo durante il quale non si praticano incisioni chirurgiche. La sonda laser viene inserita per via trans-uretrale. Il laser asporta la parte di prostata aumentata: questa viene ridotta in piccoli frammenti, che vengono poi aspirati. 

«Il contributo della Fondazione CRTrieste  ha consentito l’acquisizione dello strumento più efficace e meno invasivo per il trattamento della ipertrofia prostatica benigna. Il rinnovo tecnologico delle attrezzature è determinante per mantenere la Clinica Urologica all’altezza della sua fama regionale e nazionale. Inoltre l'uso di questo nuovo strumento permetterà di effettuare un numero maggiore di interventi, riducendo così le liste d'attesa», ha concluso il professor Carlo Trobetta.