24 ottobre 2018
Aggiornato 02:30

Firmato il protocollo per la valorizzazione del Porto Vecchio

Tra i presenti, il presidente del Consiglio dei ministri Renzi, la presidente del Fvg Serracchiani, il sindaco Cosolini e il commissario straordinario dell'Autorità portuale D'Agostino, oltre al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Franceschini
La firma del protocollo
La firma del protocollo (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Il Protocollo d'intesa per la valorizzazione del Porto Vecchio di Trieste è stato firmato nello storico Magazzino 26 del compendio giuliano dal presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, dalla presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, dal sindaco di Trieste Roberto Cosolini e dal commissario straordinario dell'Autorità portuale di Trieste Zeno D'Agostino, presente il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini.

Un  accordo che sfrutta i 50 milioni di euro del Cipe
L'accordo, a partire dalla sdemanializzazione delle aree del Porto Vecchio - tranne le banchine, l'Adriaterminal e la fascia costiera - che le attribuisce al patrimonio del Comune di Trieste, fa leva sullo stanziamento di 50 milioni di euro approvato dal Cipe il primo maggio scorso finalizzato alla creazione, nel polo triestino, di un grande attrattore culturale transfrontaliero. L'intervento finanziario a beneficio del Porto Vecchio rientra nel Piano stralcio Turismo e Cultura del ministero dei Beni culturali e punta a realizzare, come si legge nel Protocollo, ‘un esemplare intervento di sviluppo territoriale mediante il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico’.
Le parti firmatarie s'impegnano, tra i punti più importanti, a realizzare le opere per l'infrastrutturazione e l'inserimento dell'area del Porto Vecchio nel tessuto cittadino e a elaborare il Piano strategico di valorizzazione predisponendo degli strumenti urbanistici necessari. Altro aspetto fondamentale dell'intesa è la costituzione entro trenta giorni, da parte dei soggetti firmatari, di un Tavolo senza oneri finanziari coordinato dalla Regione, al quale potranno essere invitati rappresentanti di altre amministrazioni ed enti, con il compito di dare attuazione al Protocollo.

L'appello del premier Renzi
Dopo la firma dell'accordo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha invitato a «smettere di sprecare il bello che abbiamo nelle nostre incredibili regioni» e ha indicato l'impegno di spendere le risorse per il Porto Vecchio entro il 2017. Il premier ha manifestato tutta la sua ammirazione per il potenziale dell'area, «un luogo incantato, meraviglioso, impressionante, con 87 edifici» che, ha rilevato, sono «potenzialmente uno più attraente dell'altro». Di un accordo di programma molto puntuale e della volontà che i cantieri partano prima possibile ha parlato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che ha salutato la firma del Protocollo come il frutto di un lavoro di squadra nella logica di rimettere insieme i pezzi che già c'erano ma che non erano ancora collegati. La presidente della Regione ha visto così coronata un'azione di stimolo che ha ricevuto da parte del Governo un'attenzione continua e costante.

I numeri del porto
Se per il sindaco di Trieste il porto Vecchio potrà diventare un polmone per il futuro economico della regione, il commissario D'Agostino ha ricondotto la portata dell'accordo odierno al contesto di un porto, quello di Trieste, che nei primi cinque mesi del 2016 ha contato solo su numeri positivi: primo in Italia con 57 milioni di tonnellate movimentate, primo porto petrolifero del Mediterraneo e secondo porto ferroviario d'Italia con l'ambizione di superare nel primato La Spezia.