16 giugno 2019
Aggiornato 11:00
Elezioni a Trieste

Il prossimo sindaco di Trieste sarà Roberto...Dipiazza o Cosolini

L'esponente del centrodestra gongola per aver ottenuto il 40% delle preferenze, quello del Pd mastica amaro, non andando oltre il 29%. Nel mezzo c'è spazio per la delusione del grillino, bloccato al 19%
Roberto Cosolini insieme a Roberto Dipiazza
Roberto Cosolini insieme a Roberto Dipiazza Diario di Trieste

TRIESTE – Il prossimo sindaco di Trieste si chiamerà Roberto. Questo è certo. Resta da capire chi, tra Cosolini e Dipiazza uscirà vincitore dal ballottaggio in programma il 19 giugno.

La prima battaglia va a Roberto Dipiazza
La prima battaglia è andata al Roberto del centrodestra, quel Dipiazza che sulla poltrona di primo cittadino del capoluogo giuliano si è già seduto, dal 2001 al 2011. Al primo turno ha ottenuto il 40,81% dei voti, staccando il suo avversario, il sindaco uscente Roberto Cosolini, di una decina di punti (29,22% il dato relativo all’esponente del Pd). Più staccato il terzo ‘papabile’ della vigilia per il ballottaggio Paolo Menis, che si è fermato al 19,16%.
Ora comincia la corsa agli apparentamenti, per conquistare i voti andati altri candidati (ce n’erano 11 in totale) e per convincere chi alle urne ha deciso di non andarci.

I commenti dei due protagonisti
Così Dipiazza: «Sono sorpreso del risultato. Evidentemente la gente non ha creduto alla passerella di ministri e Presidente del consiglio venuti a Trieste. Non hanno creduto alle parole ma ai fatti, preferendo la serietà della coalizione e del programma proposto. Nelle prossime due settimana – conclude – cercherò di spiegare meglio ciò che ho intenzione di fare per la città e per i giovani in particolare».
Mastica amaro il sindaco uscente Cosolini: «Ci aspettavamo qualcosa di più, evidentemente abbiamo pagato alcune scelte impopolari rispetto ai temi dei migranti, che abbiamo accolto, e della principale industria cittadina, la Ferriera, che noi vorremmo tenere aperta, a certe condizioni ambientali». L’obiettivo, ora, è quello di appellarsi «a quel 30% che non ha votato per me né per Dipiazza e a chi non è andato a votare, quasi la metà. Da domani inizia una nuova partita».

La delusione del grillino
Tra i delusi, il candidato di M5S, Paolo Menis: «Senza dubbio ci aspettavamo un risultato diverso, credevamo di potercela giocare al ballottaggio o comunque di avere meno distacco rispetto al secondo. Facciamo autocritica per non essere riusciti a intercettare le esigenze e le preferenze dei più giovani che, evidentemente, non siamo stati capaci di coinvolgere. Trieste risulta comunque, tra i capoluoghi di regione, la terza città in cui il MoVimento ha raccolto più voti: davanti a noi solo Roma e Torino. In ogni caso ringraziamo chi ha riposto la sua fiducia in noi e lo invitiamo a starci vicino per i prossimi 5 anni».