8 luglio 2020
Aggiornato 05:30
Un centinaio i partecipanti

I sindacati in piazza per l'allungamento dei permessi di soggiorno per ricerca lavoro

Solidarietà con gli stranieri disoccupati con l'obiettivo di contrastare più efficacemente il lavoro nero e sommerso, una trappola nella quale cadono molti immigrati senza lavoro, spesso come unica alternativa l rimpatrio.
Alcuni dei manifestanti giunti in piazza Unità
Alcuni dei manifestanti giunti in piazza Unità

TRIESTE - Un centinaio di manifestanti hanno animato, martedì mattina a Trieste, il presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil per chiedere l'allungamento dei permessi di soggiorno per ricerca lavoro a beneficio degli stranieri disoccupati. Tra le misure invocate dai sindacati, che su questo tema hanno indetto una giornata di mobilitazione nazionale, anche una maggiore uniformità nelle pratiche di rilascio dei permessi da parte della Questura e un'efficace strategia di contrasto al lavoro nero e sommerso, una trappola nella quale cadono molti immigrati senza lavoro, spesso come unica alternativa l rimpatrio.

Alle 12 una delegazione sindacale, guidata da Emanuele Iodice (Cgil), Luciano Bordin (Cisl) e Claudio Cinti (Uil), è stata ricevuta dal Prefetto di Trieste Annapaola Porzio, commissario di Governo per la Regione Fvg, alla quale è stato consegnato un documento con le principali richieste dei sindacati. Sottolineato nell'occasione anche il fondamentale ruolo che i lavoratori immigrati e le loro famiglie svolgono nel tessuto economico e sociale del Fvg, dove risiedono 105 mila cittadini stranieri, in lieve calo (-2%) rispetto all'inizio del 2015. Tra gli effetti della crisi una riduzione dei flussi in entrata (4.500 il dato medio di ingressi dall'estero nel 2014 e nel 2015) e una stretta nella concessione dei permessi di breve durata, progressivamente scesi dai 46 mila del 2011 ai 33mila dello scorso anno.