25 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
Lagunafest 2016

Grado, l'ideale ritorno di Maria Callas e Pasolini

Oggi alle 18 l'aperitivo culturale all'Hotel Astoria: proiezioni e dialogo con i protagonisti dell'Isola di Medea, il documentario- backstage del celebre film del '69

GRADO – Si aprono oggi, venerdì 5 agosto, gli Aperitivi di Lagunafest, un percorso che si affianca alle serate in diga Nazario Sauro e che accompagnerà il pubblico con racconti e dialoghi intorno al territorio, alla sua storia, e ai suoi aneddoti. Appuntamento nella lounge dell’Hotel Astoria, nel cuore di Grado, alle 18: sarà l’occasione per gustare le prime anticipazioni del documentario 'L’isola di Medea' prodotto da Lagunafest con Karel, e dedicato al backstage del film 'Medea' di Pier Paolo Pasolini. L’autore e filmmaker Sergio Naitza, in dialogo con il producer Erich Jost, ricorderà il rapporto davvero speciale che si era stretto fra Pasolini e la diva Maria Callas proprio in occasione di quel set e di quelle riprese: la storia di una forte amicizia e di una preziosa che sarà dipanata nelle interviste con Dacia Maraini, Piera Degli Esposti, Ninetto Davoli e con altri protagonisti di quel set.

Il documentario- backstage
Con 'L’isola di Medea' Sergio Naitza, direttore artistico di Lagunamovies, ci riporta all’estate ‘69 di Pier Paolo Pasolini, alle prese con il suo ottavo film, 'Medea' appunto, riscrittura della tragedia di Euripide. Pasolini aveva scelto come sua protagonista la ‘diva’ e le aveva affiancato un cast eccellente, con Laurent Terzieff, Massimo Girotti, Margareth Clementi e l’atleta Giuseppe Gentile, campione del mondo di salto triplo. A poco più di quarant’anni dalla morte di Pasolini, e a quasi quarant’anni dalla scomparsa di Maria Callas, il documentario vuole ricostruire il dietro le quinte di quel film e in particolare la location della laguna di Grado, per riprendere la rotta verso l’isoletta di Mota Safon, in cui furono ambientate diverse sequenze del film, girato prevalentemente fra la Turchia e la Siria. Pasolini assaporò quel paesaggio terracqueo e subito decise di farne location del nuovo film. In laguna si sentì immediatamente a casa e quel paesaggio fu molto caro al regista. Attraverso la riscoperta di quel set lagunare e le testimonianze di comparse e cittadini gradesi che vissero in prima persona quei giorni indimenticabili, proiettati sulla stampa nazionale con la presunta love story tra il regista e la Callas, il documentario vuole spiegare il rapporto fra la grande macchina cinema e la curiosità, le aspettative e anche le illusioni della gente nel luogo. Sostengono la produzione la FVG Film Commission e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura.