16 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Querelle nel comune di Monfalcone

Mense scolastiche: dati alla mano sulle agevolazioni

L'assessore comunale Martinelli risponde alle provocazioni del consigliere Antonaci: «i bambini stranieri che usufruiscono di sconti ed esenzioni sono poco più del 50 per cento»
Mense scolastiche a Monfalcone: dati su esenzione mostrano pari accessi italiani e stranieri
Mense scolastiche a Monfalcone: dati su esenzione mostrano pari accessi italiani e stranieri

MONFALCONE - «I bambini stranieri che usufruiscono di sconti ed esenzioni nelle mense non sono l'80% del totale, ma poco più del 50 per cento». Lo spiega l'assessore alle Attività Educative Francesco Martinelli, rendendo noti i dati relativi agli accessi alle agevolazioni alle mense e in base al criterio della cittadinanza. «Il risultato è ben diverso da quello dedotto dal consigliere Antonaci: su 387 bambini che hanno avuto accesso a una agevolazione, 203 sono stranieri (il 52%), e 184 italiani (47,55%): quindi una sostanziale parità», difende Martinelli di fronte alle recenti provocazioni. Giuliano Antonaci, consigliere comunale del Nuovo polo per Monfalcone, avrebbe infatti estrapolato dati non precisi basandosi sui soli elenchi nominativi. Da ciò il considerevole margine di errore messo in evidenza dall’assessore della giunta Altran. Andando nel dettaglio, il 55% dei bambini stranieri ottiene l'esenzione totale, il 35% la riduzione di metà della tariffa, e il 10% la riduzione minima. Per quanto riguarda invece i bambini di cittadinanza italiana, gli accessi sono più equamente distribuiti: il 36% ottiene l'esenzione totale, il 30% quella al 50%, e il restante 34% quella minima. «Come si vede quindi la realtà è diversa da quanto riportato dal consigliere leggendo i dati in modo non adeguato conclude Martinelli - .Rimane invece valido quanto già affermato: ovvero che le agevolazioni vengono decise in base al bisogno e non alla cittadinanza, che la scuola è e deve essere un veicolo di integrazione, e che il dato delle esenzioni indica, di riflesso, che molti bambini stranieri frequentano le nostre scuole».