17 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Assegnazione case Ater anche alle coppie omosessuali unite civilmente

Il nuovo regolamento per l'assegnazione di alloggi approvato dalla giunta è più vicino ai soggetti svantaggiati e risponde ai nuovi «stati di bisogno», includendo giovani e anziani, ma anche separati e divorziati, persone vittime di violenza, soggetti in situazioni di morosità incolpevole, disabili.
Nuove regole per la concessione delle case popolari
Nuove regole per la concessione delle case popolari (Adobe Stock)

TRIESTE - «Il nuovo regolamento per l'assegnazione di alloggi Ater è più vicino ai soggetti svantaggiati e risponde ai nuovi 'stati di bisogno', includendo giovani e anziani, ma anche separati e divorziati, persone vittime di violenza, soggetti in situazioni di morosità incolpevole, disabili». E, come previsto dalla legge Cirinnà, le coppie omosessuali unite civilmente.
L'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Mariagrazia Santoro ha riassunto così le principali novità inserite nel nuovo regolamento per l'edilizia sovvenzionata, che ha ricevuto il via libera preliminare da parte della giunta regionale. Ora il regolamento, che attua una parte della riforma della casa, con riferimento agli alloggi pubblici assegnati dalle Ater, le Aziende territoriali per l'Edilizia residenziale, dovrà passare al vaglio della IV Commissione del Consiglio regionale per il parere vincolante, prima di tornare in giunta per l'approvazione definitiva.

«L'assegnazione degli alloggi abbraccerà una platea di soggetti deboli più ampia e sarà più equa con riferimento al calcolo del canone di locazione», ha sottolineato Santoro specificando che «la legge di riforma della Casa si era data l'obiettivo specifico di garantire il diritto all'abitazione, cogliendo le nuove esigenze sociali e andando incontro a quella fascia grigia di cittadini a cui la normativa finora non aveva potuto dare risposte puntuali».
L'assegnazione terrà conto della situazione economica con riferimento sia all'indicatore Ise che Isee (Indicatore della situazione economica equivalente), che non dovranno essere superiori rispettivamente a 40.000 euro e a 20.000 euro. La graduatoria sarà determinata anche in base ad altri elementi indicativi dello stato di bisogno, dando priorità agli anziani sopra i 65 anni, ai giovani, a singoli o coppie sotto i 35 anni, a singoli con minori a carico, disabili, famiglie con più di tre figli conviventi, famiglie in cui è presente un convivente anziano, separati o divorziati, persone destinatarie di provvedimenti esecutivi di sfratto. Potranno accedere coppie coniugate, coppie di fatto o unite in unione civile.

Il calcolo del canone sarà definito con criteri uniformi in tutta la regione, poiché eventuali disparità territoriali saranno eliminate parametrando l'importo del canone, da un lato, alla reale situazione economica del nucleo interessato (tramite l'indicatore Isee), dall'altro, alle effettive condizioni dell'alloggio (ad esempio, sarà assegnato un diverso punteggio al grado di efficienza energetica o alla presenza o meno dell'ascensore).
«Le Ater continueranno a contribuire con i propri piani edilizi alla composizione dell'offerta di alloggi in regione», ha indicato l'assessore Santoro, specificando che «le Aziende, in coerenza con il proprio nuovo assetto gestionale e con la riforma complessiva della casa, agiranno come tutti gli atri soggetti e potranno proporre iniziative edilizie coerenti con la programmazione della Regione e con la gestione dei finanziamenti».