25 ottobre 2020
Aggiornato 21:00
Approvato dalla Giunta progetto per rilanciare il turismo

1,3 milioni di Euro per una ciclovia sul confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia

Per valorizzare i siti storici della guerra fredda e attrarre il turismo ciclistico da tutta l’Europa

Adesso è il confine tra il Friuli venezia giulia e la Slovenia ma durante la Guerra fredda e fino al 1991 è stata la frontiera tra l'Italia e la Jugoslavia: una linea lungo la quale sorgerà un grande percorso ciclabile. Sara Vito, Assessore all’Ambiente, propone il progetto mirando ai fondi del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Slovenia e in particolare del terzo asse (Protezione e promozione delle Risorse naturali e culturali).

Non solo una valorizzazione del patrimonio paesaggistico e naturalistico ma anche storico, con l’intenzione di riscoprire i siti ereditati dalla Guerra Fredda. Oltre a questo, l’intenzione di migliorare i servizi dedicati al turismo ciclistico poichè esistono già percorsi ciclabili ma si intende crarne creare un prodotto nuovo, di garanzia EGB tm, ossia il marchio della European Green Belt.
Obbiettivo di quest’associazione è trasformare la linea della Cortina di ferro tra l'Occidente e l'Est in una fascia dal grande richiamo naturalistico e culturale. Fino ad oggi, grazie all'impegno di EGB, è stato realizzato un corridoio ecologico di 12.500 km che attraversa 24 Paesi.

Esiste già l’Iron Curtain Trail (Ciclovia della Cortina di ferro) che scorre lungo l’ex confine frontiera tra i Paesi del Patto di Varsavia e il mondo occidentale e ha ottenuto lo standard di qualità della Federazione ciclistica europea. Ora, con anche la ciclovia proposta dal Friuli Venezia Giulia, si punta al medesimo riconoscimento, con un budget da 1,3 milioni di euro (per la maggior parte coperto dal Fondo europeo di sviluppo regionale). L'inizio del progetto è fissato per il 7 luglio e prevede la conclusione dell'opera il 30 giugno del 2016.