24 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

“Comix”, illustrazioni senza confini – Quando Stalin combatte in nome del Trololo

Otto giovani artisti da Croazia, Slovenia e Nord-est Italiano reinventano il loro spazio, geografico e personale, espongono all’Università Popolare di Trieste
La mostra ‘Comix’, a Trieste, ospita otto artisti che hanno partecipato con quattro opere a testa
La mostra ‘Comix’, a Trieste, ospita otto artisti che hanno partecipato con quattro opere a testa (Comix)

TRIESTE - «Un giorno, durante la guerra, chiesero a Winston Churchill di tagliare le spese su arte e cultura – racconta Renzo Grigolon, professore di storia dell’arte e organizzatore di eventi culturali – Lui rispose così: se non combattiamo per trasmettere arte e cultura alle prossime generazioni, per che cosa stiamo combattendo?». È una domanda retorica, ma a voler cercare una risposta basterebbe guardarsi intorno per trovarne almeno trentadue. Siamo alla sede espositiva dell’Università Popolare di Trieste, si sta inaugurando la mostra collettiva ‘Comix’, otto artisti hanno partecipato con quattro opere a testa. Trentadue, in tutto, le possibili risposte alla domanda di Churchill: per che cosa vale la pena di combattere?

Un inferno dantesco a pastelli
In una grande teca rettangolare, una cinquantina di figurine di carta stanno combattendo per qualcosa. Ritagliate e posizionate come gruppi scultorei del socialismo reale, compongono il lavoro di Andrea Tich, ‘Post modern riot 2016, a historical abuse’ (Rivolta postmoderna 2016, un abuso storico’). Uno scenario in cui una regina Elisabetta-Spice Girl guida i Beatles verso una morte sicura, Aladdin combatte tra le fila dell’Isis che si serve della Coca Cola come esplosivo made in Usa, e una Merkel - valchiria fa trucidare il pelide Achille dai cavalieri dell’euro. Le potenze europee combattono, ognuna con le sue radici culturali imbastardite da icone pop. Non mancano i freaks del web, come il russo Trololo che diventa il vessillo di Putin, mentre Stalin è un mezzo d’assalto biomeccanico, vandalizzato dalle Pussy Riot. Unica figura non caricaturale, quasi una speranza, è la Libertà che guida il popolo (nell’allegoria di Delacroix). Purtroppo al suo seguito combattono Walter White e gli spacciatori di metanfetamina della serie ‘Breaking Bad’.
È come se un anno di pubblicazioni di Charlie Hebdo fosse finito nel trita documenti, e il risultato riversato in questa teca nera. È un riso molto amaro quello provocato da questo inferno dantesco a pastelli, non per niente il Sommo Poeta è rannicchiato sul fondo di legno e chiede la carità.

‘Incontri senza più confini’
Il tema della mostra è ‘Incontri senza più confini’, vuole radunare artisti provenienti da Slovenia, Croazia e Nord-est Italia. Tich riassume il senso della mostra non solo nel suo lavoro, ma nella sua identità: «Mio padre è veneto, mia madre è croata, ora vivo in Italia. Sono nato in una terra di nessuno tra Fiume e Rijeka, i due nomi della mia città». L’artista bambino si trova al centro della sua opera, con l’Istria tatuata sulla pancia, ed è conteso tra due eserciti. Da una parte Mussolini, lo scheletro dell’Impero Austroungarico e il D’Annunzio guercio della campagna di Fiume, dall’altra Tito, i partigiani, gli uscocchi e l’esercito jugoslavo. In questa salomonica sfida tra archetipi italiani e slavi, il bambino è la seconda figura non caricaturale e la sua perplessità, se non proprio sofferenza, è autentica.

Le sue radici sono parte del suo stile
È invece sloveno Jan Sedmack, che firma illustrazioni per libri, pubblicità e stampe che impreziosiscono prodotti artigianali e industriali: magliette, borse, cd. È piuttosto conosciuto in città, lavora molto su commissione e i suoi lavori vengono stampati in serie, cosa che lo avvicina alla pop art. In una delle sue illustrazioni, la gigantografia di una mano protesa, in attesa che una gallina vi deponga un uovo. L’ovetto esce invece dalla mano stessa, incarnando un proverbio della sua infanzia e nella sua lingua. Le sue radici sono parte del suo stile, le farà stampare e indossare, già camminano nelle vie di Trieste e non solo.

Colori caldi, sfumature dolci
Fantasiosa invece è la geografia di Elisa Gandolfo, che in uno stesso paesaggio riunisce il Big Ben e l’architettura del Belgio, dove ha vissuto. Colori caldi, sfumature dolci e un cielo autunnale, ci dimostrano che il disorientamento può farci sentire a casa. Armando Polacco, invece, segue le avventure etiliche di Leopold Bloom, protagonista dell’Ulisse di Joyce, e ci porta da Trieste a Dublino in poche tavole. E la tappa successiva è la Louisiana di Lovecraft, per dimostrarci che i confini si cancellano con la china acquerellata.

Gli altri artisti di ‘Comix’
Miriam Monica, Silvia Giannangeli, Rok Kleva Ivančić, Luca Vergerio, sono loro gli altri artisti di ‘Comix’. La mostra è inserita nell’ambito del progetto ‘Incontri – Territori senza più confini’, a cura di Renzo Grigolon e Marianna Jelicic Buić, le opere sono esposte al pubblico dal 21 settembre al 3 ottobre a Trieste in via Torrebianca 22 nella sede espositiva dell’Università Popolare di Trieste.