24 ottobre 2018
Aggiornato 00:30

Serracchiani: «Il 58% delle imprese Fvg investe in innovazione»

Aperta la quinta edizione del salone europeo della ricerca scientifica, che in tre giorni dibatterà di come l'umano cambierà in rapporto all'evoluzione tecnologica.
Inaugurazione di Trieste Next 2016
Inaugurazione di Trieste Next 2016 (Montenero)

TRIESTE - «Il Friuli Venezia Giulia ha raggiunto quest'anno tre primati estremamente importanti: la Regione è sul podio per aver abbattuto la tassazione per le imprese e il peso della burocrazia, mentre il 58% delle nostre imprese ha investito in innovazione».
Lo ha ricordato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, intervenendo a Trieste al convegno dedicato a BioHigh Tech, ricerca e innovazione per la salute con cui si è aperta la quinta edizione di Trieste Next, il salone europeo della ricerca scientifica, che in tre giorni dibatterà di come l'umano cambierà in rapporto all'evoluzione tecnologica.

Per Serracchiani il primato del Friuli Venezia Giulia in innovazione «è il frutto dell'impegno costante della rete costituita dalle nostre tre Università (Trieste, Udine e Sissa), dagli istituti di ricerca, dai poli tecnologici che insieme all'amministrazione regionale accompagnano il tessuto delle imprese nella crescita e nello sviluppo».
Un lavoro che ha «avuto un riconoscimento anche nella programmazione europea 2014-2020, che ha un'impostazione molto diversa dalla quella precedente", in quanto «aiuta gli  investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, esclusivamente se vi è chiarezza negli obiettivi che si intendono raggiungere». Da qui la precisa scelta della Regione, anche nell'ambito della strategia di specializzazione intelligente, di fare in modo, anche attraverso la realizzazione di 'cluster', che «tutti i finanziamenti possano essere convogliati con chiarezza in linee che hanno un percorso tracciato e trasparente e un obiettivo certo». Perché «è meglio avere 10 buoni progetti che mille progetti frammentati, difficili sia nella realizzazione che nella capacità di spesa».

«Il 15% dei ragazzi all'Università studiano per un mestiere che non ci sarà più, ma la buona notizia è che il 20% studia per un mestiere che ancora non esiste. Noi ci concentriamo - ha indicato Serracchiani - su quel 20%, con l'ambizione di cercare di far capire loro quali possono essere questi mestieri nuovi da creare insieme. Un investimento nel futuro, nelle persone, nelle idee: Trieste Next va in questa direzione», ha concluso la presidente del Friuli Venezia Giulia.
Accanto a Serracchiani, al taglio del nastro di Trieste Next 2016 sono intervenuti il sindaco della città, Roberto Dipiazza, che rivolgendosi ai tanti giovani presenti ha evidenziato la necessità di innovare; il rettore dell'Università, Maurizio Fermeglia, che ha sostenuto come il tema di Next, Umano Post-Umano, sia veramente proiettato nel futuro; Sergio Paoletti, presidente di Area Science Park, e Alessandro Treves per la Scuola superiore di studi avanzati Sissa.