24 ottobre 2018
Aggiornato 00:30

Porto Vecchio: ecco come saranno spesi i 50 milioni del Cipe

Risorse utilizzabili per il Polo museale, per lo spostamento dell'International centre for genetic engineering and biotechnology (Icgeb), per il recupero del pontone galleggiante Ursus e per l'infrastrutturazione interna dell'area
L'incontro sul Porto Vecchio
L'incontro sul Porto Vecchio (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Un incontro proficuo, nel quale si è formalizzata la conferma delle soluzioni già indicate dalla Regione quando ha chiesto e ottenuto i 50 milioni di euro dal Governo a seguito della sdemanializzazione del Porto vecchio di Trieste: quindi risorse utilizzabili per il Polo museale, per lo spostamento dell'International centre for genetic engineering and biotechnology (Icgeb), per il recupero del pontone galleggiante Ursus e per l'infrastrutturazione interna dell'area.
Questo il giudizio formulato dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani sulla seduta del Tavolo dedicato al Porto vecchio che ha visto la sua istituzione formale Roma, nella sede della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Come saranno utiulizzati gli spazi del Porto Vecchio
«Infatti - ha spiegato la presidente - la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) prevedeva una pianificazione degli interventi non modificabile».
Ribadito l'utilizzo dei magazzini 23, 24, 25 per il Museo del mare, così come le risorse destinate alla ristrutturazione in chiave turistica dell'Ursus, la presidente Serracchiani non ha escluso la possibilità di un eventuale inserimento nella programmazione anche del trasferimento dell'Immaginario scientifico (Is), «nel caso all'Icgeb non servissero tutti i 27 mila metri quadri del Magazzino 26, allora - ha puntualizzato la presidente - si potrebbe considerare la presenza dell'Is che occuperebbe non più di 3 mila metri quadri».

Investimento complessivo di 50 milioni di euro
Nell'accordo sono ancora previste le opere di infrastrutturazione per un ammontare di 15 milioni di euro, la cui progettazione è a carico del Comune e che dovrà poi essere sottoposta agli uffici competenti dell'amministrazione regionale. L'investimento complessivo di 50 milioni di euro è stato stanziato dal ministero dei Beni e delle attività culturali ed è nella disponibilità della Regione Friuli Venezia Giulia, la quale è il soggetto istituzionale che è stato individuato per coordinare in sede locale le azioni necessarie per l'intervento.
Al Tavolo hanno partecipato, oltre alla presidente Serracchiani, anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il segretario generale del Ministero per i Beni e le attività culturali Maria Pasqua Recchia, il capo dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei ministri Antonio Naddeo e il Commissario dell'Autorità portuale di Trieste Zeno D'Agostino.